Appunti di fotografia macro – parte I: le basi

La macrofotografia è un genere fotografico che si concentra sulla riproduzione di soggetti molto piccoli, tramite obiettivi e altri dispositivi che consentono un forte rapporto di ingrandimento. Si possono fotografare piante, fiori, insetti, piccoli animali, oggetti e molte altre cose, scoprendo spesso dei dettagli che a occhio nudo erano passati completamente inosservati. In questa serie di articoli racconterò la mia esperienza e le attrezzature che utilizzo, cercando di mostrare cosa significa realmente fare delle foto macro e come ci si può arrivare anche senza spendere un capitale, gli articoli sono divulgativi e senza alcuna pretesa di completezza e sono dedicati a tutti coloro che amano la fotografia ma che magari non si sono mai cimentati con il mondo delle cose piccole e vorrebbero farlo.

Per comprendere la fotografia macro facciamo una premessa necessaria che tocca argomenti complessi, che però secondo me si prestano ad essere spiegati facilmente… a voi il giudizio, dopo aver letto ovviamente 😉

Come molti sapranno le macchine fotografiche hanno, in luogo della vecchia pellicola, un sensore digitale che cattura l’immagine e la trascrivono poi in una memoria magnetica, la famosa scheda di memoria che possiamo inserire nel nostro computer per recuperare le foto.

Questo sensore può avere diverse dimensioni e, in generale, più è grande e migliore sarà la qualità della foto, ma di contro questo alzerà il prezzo della fotocamera al momento dell’acquisto. Tralasciando il mondo delle macchine compatte, nel caso delle reflex ci sono sostanzialmente due misure di sensore:

  • Sensore APS-C: 23.6×15.7 mm: es. D7200, D5300, ecc… (Dette nel gergo Nikon DX)
  • Sensore Full Frame: 36x24mm: es. D610, D750, D810, ecc… (Dette nel gergo Nikon FX)

Queste misure si riferiscono a macchine Nikon, ma per Canon vale esattamente lo stesso discorso.

Immaginiamo quindi di prendere un obiettivo da 50mm, montarlo su una macchina fotografica e scattare una foto, una con la macchina Full Frame e una con quella APS-C, siccome i sensori sono diversi, uno è più piccolo e uno è più grande, che cosa succederà?

La risposta è molto semplice, mentre la macchina Full Frame inquadrerà una certa scena, quella APS-C inquadrerà una porzione della scena minore, come se la stessa scena fosse ingrandita, per essere precisi la porzione della scena sarà 1.5 volte più piccola e 1.5 volte più vicina, motivo per il quale se monto un obiettivo da 50mm su una macchina APS-C si dice comunemente che diventa un 75mm. Vi mostro qui sotto un esempio di foto fatta con una macchina Full frame e la corrispondente versione APS-C.

In pratica, in virtù della minore dimensione del sensore, si ottiene una sorta di effetto di ingrandimento, sulla parte centrale della scena.

Ora supponiamo di voler scattare una foto a un oggetto molto piccolo, come ad esempio una moneta da 1 centesimo di Euro, che misura circa 15mm, di diametro e immaginiamo di utilizzare sempre il nostro obiettivo da 50mm. Per cercare di far venire la moneta il più grande possibile sulla foto, ci avvicineremo sempre di più, ma ad un certo punto ci renderemo conto di non riuscire a mettere più a fuoco l’oggetto, questo perché ogni obiettivo ha una minima distanza al di sotto della quale la messa a fuoco risulta impossibile, questa distanza per un 50mm Nikon è di circa 45cm. A questa distanza minima le caratteristiche tecniche dell’obiettivo dicono che è in grado di riprodurre un oggetto a circa 1/6 della dimensione reale, per cui la nostra moneta da 15mm sarà riprodotta sul sensore con una dimensione di 15*1/6=2.5mm circa. Tanto per dare un’idea di quanto sarebbe grande sulla superficie del sensore, e quindi nella foto risultante, qui c’è un’immagine che mostra l’area occupata sia su un sensore Full Frame che su uno APS-C.

Appare quindi evidente che un normale obiettivo non è tanto indicato per fare fotografia macro, perché l’impossibilità di mettere a fuoco da vicino e di ingrandire l’oggetto più di una certa quantità fanno sì che fotografando un oggetto piccolo, come un’ape, si ottenga un’immagine estremamente ridotta nella foto finale. Per questo motivo il dispositivo principe per la fotografia macro è un tipo di obiettivo, generalmente indicato con il suffisso macro (o micro), che ha la caratteristica di mettere a fuoco molto più da vicino e consente un rapporto di riproduzione di 1:1, ovvero un oggetto di 15mm come la moneta apparirà esattamente di 15mm sulla superficie del sensore e quindi nella foto finale.

Questo rapporto di 1:1 è la caratteristica sindacale minima che un obiettivo macro dovrebbe avere secondo molte definizioni, in realtà alcuni obiettivi chiamati “Macro” non arrivano a 1:1 ma sono solo 1:2, mentre cominciano a circolare anche obiettivi che hanno un potere di ingrandimento superiore a 1:1, che generalmente prima veniva ottenuto con altri strumenti di cui parleremo in una puntata successiva. Già lavorare ad ingrandimenti di 1:1 però costituisce una bella sfida perché questo ingrandimento estremo presenta numerose problematiche pratiche che rendono tutt’altro che facile ottenere foto nitide e definite. Qui a fianco un’altra immagine che mostra come apparirebbe la moneta, a questo rapporto di riproduzione,  sia su un sensore Full Frame che su uno APS-C, come si può notare ora, specialmente con un sensore APS-C, la moneta occupa uno spazio ragguardevole nella foto finale, pur essendo nella realtà un oggetto piuttosto piccolo.

Nel prossimo articolo saranno trattati gli obiettivi macro e anche altri dispositivi che si possono usare per poter cominciare a fare macro senza necessariamente dover investire denaro in una di queste lenti che, per via della loro elevata qualità costruttiva, sono piuttosto costose.

Prima di chiudere però vorrei fare una considerazione pratica, che a me era perfettamente sfuggita e che invece credo sia utile per decidere che tipo di fotocamera comprare o se vale la pena fare un upgrade. Siamo generalmente abituati a pensare che:

Full Frame=maggiore qualità e quindi sensore più grande=foto migliori

Sebbene questo sia vero, in linea generale, senza addentrarmi ora nei tecnicismi e nell’analisi di vantaggi e svantaggi di Full Frame e APS-C, vorrei però farvi notare che un sensore più piccolo fa sì che di fatto l’immagine della moneta si veda più grande nella foto, per cui anche disponendo dello stesso obiettivo con rapporto di riproduzione 1:1 si ha in effetti nella macchina APS-C un risultato di maggiori dimensioni che, nella fotografia di cose molto piccole, sembra proprio essere una caratteristica desiderabile.

Il mio consiglio quindi è che se avete una buona macchina APS-C e volete fare foto macro potete cominciare tranquillamente con quella e anzi, paradossalmente, otterrete anche un ingrandimento apparente maggiore. Se invece disponete, come me, di una macchina Full Frame, godetevi il vantaggio che vi dà il sensore più grande, soprattutto in termini di tolleranza al rumore, gamma dinamica, ecc… tenendo presente che la maggior parte delle macchine moderne a pieno formato (Full Frame), consente di scattare foto sia in modalità normale, che facendo un ritaglio, ovvero come se fossero scattate con un sensore APS-C, usando solo una parte del sensore e perdendo un po’ di risoluzione.

Per esempio nel caso della mia D750 che ha un sensore da 24 Megapixel, la foto in formato Full Frame è di 6016×4016=24.160.256 (ovvero 24 Megapixel), se scatto usando solo una parte del sensore che è per la precisione 1.5 volte più piccolo otterrò un’immagine di (6016/1.5)*(4016/1.5) = 4011*2677 = 10.737.447 (ovvero circa 10 Megapixel), per cui in pratica se uso una macchina Full Frame e scatto in modalità APS-C ottengo lo stesso effetto di ingrandimento di 1.5 volte, conservando come risultato finale una foto che è ancora da 10 Megapixel, addirittura se dovessi scattare con una D810 che ha un sensore da 36 Megapixel, il suo ritaglio APS-C sarebbe addirittura una foto da 20 Megapixel.

Senza contare che, se necessario, la foto digitale può sempre essere ritagliata in post produzione. Tra le altre cose, se dovete acquistare una nuovo fotocamera, fate attenzione perché questi sensori a 24, 36 o addirittura 50 Megapixel (Canon 5Ds per esempio), sfornano dei file di dimensioni mostruose, per cui dovete poi disporre di un computer di potenza adeguata per poterli aprire e lavorarci, nonché di una notevole quantità di spazio sul disco rigido del vostro computer o su hard disk esterni, o in poco tempo potreste ritrovarvi a non sapere più dove collocare le vostre foto 😉

Concludo con una foto di una moneta da 1 centesimo, su sensore Full Frame, ma con un accessorio (trattato in una prossima puntata) che consente di elevare il potere di ingrandimento a circa 2.4 volte. Attenzione però perché molti all’inizio, me per primo, si fanno trascinare dalla guerra all’ingrandimento, ma quanto si riesce ad ingrandire un soggetto è solo una minuscola porzione di una buona foto macro!

Ho cercato di trattare un argomento piuttosto articolato e complesso nel modo più semplice possibile, spero di esserci riuscito, ma sono naturalmente aperto ad ogni critica e appunto per migliorare questa breve trattazione 🙂

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