Alla ricerca di nuove prospettive

Quando sembra che i paesaggi siano tutti uguali e che tutto sia stato già fotografato, bisogna cercare punti di vista originali e strumenti che aiutino a valorizzarli.

Qui un modestissimo esempio di un oggetto sicuramente già fotografato da moltissimi, la croce posta in cima al Monte Amiata. Qui accanto come appare se ripresa da davanti e con un obiettivo normale (un 24-120 f4 Nikon in questo caso).

Si tratta di una foto “normale”, ovvero di un’inquadratura solita di un oggetto di forma nota che, almeno a me, non suscita particolari reazioni. Dopo aver giocherellato un po’ da vari punti di vista però ho cambiato obiettivo e montato un Samyang 14mm, che è in grado di offrire significative distorsioni e amplificare angolature insolite.

Dopo varie prove ho trovato una posizione un po’ comica per chi mi guardava, praticamente sdraiato per terra e infilato in uno degli angoli laterali, come nemmeno un polipo avrebbe saputo fare, e ne è scaturita la foto di copertina, che potete vedere qui sotto anche nella versione originale a colori. Il post processamento era iniziato con l’idea di realizzare un bianco e nero con un tono sul “crema”, ma poi per fare una cosa diversa ho sperimentato varie combinazioni cromatiche e ho scelto questa.

L’immagine è un unico scatto realizzato a f9 e 1/500s a 100 ISO, gli interventi di post processing sono stati effettuati solamente in Lightroom, agendo su varie impostazioni di contrasto, luci e ombre, ecc… nonché infine, per la versione “rossa”, sullo “split toning”, dando alle luci dei toni gialli e alle ombre dei toni verso il rosso.

Come vedete anche da cose “solite” (o semi solite) si possono trarre spunti originali, basta cercare di essere creativi e di guardare il mondo con i propri occhi, liberi da preconcetti e aperti alla sperimentazione.

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