Attrezzatura indispensabile per le macro: Il plamp.

La fotografia macro è un genere molto affascinante, ma non privo di sfide. Ingrandire soggetti molto piccoli, avvicinandosi con l’obiettivo a pochi centimetri, non è proprio semplicissimo. Insetti e piccoli animali tendono ovviamente a scappare e quindi bisogna cercare di fotografarli soprattutto la mattina molto presto, quando ancora sono infreddoliti e bagnati dalla rugiada e quindi sono quasi sempre immobili.

Anche se il soggetto è fermo bisogna tenere presente che, avvicinandosi molto, la profondità di campo è ridottissima e quindi mettere a fuoco per intero è difficile e a volte addirittura impossibile. Per questo motivo di solito si usano diaframmi molto chiudi da f8 a f16. Con diaframmi molto chiusi ovviamente i tempi si allungano e va da sé che anche un alito di vento può rovinare la foto.

Per ovviare al problema della ridotta profondità di campo si può utilizzare una tecnica chiamata Focus Stacking, che consiste nello scattare diverse foto, ciascuna ad una distanza progressivamente più vicina, in modo da avere a fuoco in ogni immagine un pezzo di soggetto e poterle poi ricombinare con un software apposito o con Photoshop. Naturalmente anche qui basta il benché minimo movimento del soggetto, anche causato dal famigerato alito di vento, e si deve buttare l’intera sequenza.

Per cercare di minimizzare questi problemi di solito si scatta con l’ausilio di un treppiede, mettendo la macchina nella modalità “specchio alzato” e utilizzando il cavo di scatto remoto, così da eliminare ogni possibile vibrazione. Nonostante questo però spesso il soggetto non è nella posizione migliore, oppure lo sfondo non è adatto o ancora è poggiato su uno stelo d’erba o su un fiore che si muove troppo con il vento.

Per ovviare a questi problemi esiste uno strumento chiamato Plamp che è sostanzialmente un braccio snodato con due pinze alle estremità. Una pinza è molto robusta e si può attaccare al cavalletto, mentre l’altra è molto delicata e si chiude tramite una vite, per cui si può utilizzare per reggere uno stelo d’erba o un fiore sul quale si trova il nostro soggetto. Si può addirittura tagliare delicatamente il fiore o l’erba e attaccarlo alla pinza, se siamo andati abbastanza presto gli insetti tendono a rimanere comunque fermi e quindi potremo poi posizionarci dove meglio ci aggrada, sia per la luce che per lo sfondo. Tagliando inoltre l’erba o il fiore abbastanza corti si riduce moltissimo il movimento dovuto al vento.

Dopo aver letto tutta questa teoria ho deciso di acquistare un Plamp e oggi l’ho provato sul campo, per cui butto giù alcune impressioni d’uso, per chi volesse prenderne uno, la lista è ovviamente provvisoria e mi riservo di fare una recensione più dettagliata dopo un utilizzo prolungato:

  1. Il plamp è stabile e robusto e non è nemmeno difficilissimo girarlo, come invece avevo letto.
  2. La pinza “delicata” ruota intorno al proprio asse, per cui è abbastanza semplice girare il soggetto nella posizione che si desidera.
  3. Effettivamente il problema del vento è davvero mitigato.
  4. Non avendo con me un secondo treppiede ho attaccato il plamp a quello principale che sorregge la macchina, ma è una scelta pessima. Ogni movimento che si fa con la slitta micrometrica per mettere a fuoco provoca delle vibrazioni enormi e diventa difficilissimo mettere a fuoco. In genere per essere sicuri della messa a fuoco nelle macro si mette in manuale e poi si utilizza il live view ingrandito, ma girando la slitta anche di un mm, la vibrazione sul plamp è così forte che sembra una nave in tempesta e bisogna aspettare tantissimo prima di capire se la messa a fuoco è corretta e poter scattare. Stesso discorso per ogni minimo movimento del cavo di scatto remoto.
  5. Avendo inoltre attaccato il plamp al treppiede principale, per cambiare la posizione del soggetto si deve per forza toccare il plamp e le vibrazioni rischiano di farlo scappare,  oltre a riproporre il problema precedente della difficoltà di capire se è a fuoco, mentre avendo un secondo treppiede sarebbe facile ruotare intorno al plamp e posizionarsi come meglio si crede.

Un ottimo prodotto insomma, che però necessita di qualche altro gadget per essere sfruttato al meglio, oggi cercherò di procurarmi un secondo treppiede per poter fare una nuova spedizione 😉

Se volete acquistare il Plamp io l’ho preso da questo rivenditore tedesco che è l’unico che sembra averlo in Europa, sono precisi e velocissimi, l’unico neo è che la spedizione costa ben 13 Euro…

 

 

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