Attrezzatura utile per le macro: i tubi di prolunga

Quando ci si avvicina alla fotografia macro, una delle cose che si scopre molto presto è che l’ingrandimento 1:1 degli obiettivi macro spesso non è sufficiente a riempire completamente la foto.

Il rapporto di riproduzione 1:1 significa che l’obiettivo ci consente di mettere a fuoco da una distanza piccola, tale che l’oggetto viene riprodotto sul sensore della sua dimensione reale. Se abbiamo una macchina full frame però questo ingrandimento non è grandissimo, infatti un sensore di questo tipo misura tipicamente 36x24mm, per cui se prendiamo una mosca di 15mm, l’ingrandimento 1:1 non basterà nemmeno a riempire metà del fotogramma.

Il problema è leggermente mitigato per chi scatta con un sensore APSC, perché la minore dimensione del sensore si sostanzia in un ingrandimento apparente maggiore, infatti su un sensore da 24x15mm ovviamente la stessa mosca apparirà molto più grande.

Quando ci si vuole spingere ad ingrandimenti maggiori di 1:1 esistono tanti modi per poterlo fare, uno dei più economici e semplici è l’utilizzo dei tubi di prolunga, che sono dei semplici tubi che allontanano l’obiettivo dal piano del sensore e consentono una messa a fuoco ancora più ravvicinata, aumentando l’ingrandimento che si può raggiungere. Ce ne sono di tante marche, anche blasonate, però personalmente vi consiglio di acquistare quelli della Kenko che sono ottimi, economici e hanno anche il vantaggio di trasmettere i contatti elettrici per cui non si perde il controllo dell’obiettivo dalla fotocamera.

I tubi di prolunga Kenko si possono acquistare in un package che ne contiene tre, rispettivamente di 12mm, 20mm e 32mm, utilizzabili separatamente oppure insieme. Se si montano tutti e tre i tubi insieme i vari calcolatori online stimano un ingrandimento di circa 2.13x, ovvero si passa da 1:1 a 2.13:1, quindi una mosca di 15mm occuperebbe sul sensore quasi 32mm. In realtà ho fatto varie prove di misura e per il mio obiettivo Nikon 60mm micro ho verificato che l’ingrandimento ottenuto è maggiore e sfiora il 3x, la foto di copertina è una moneta di 1 Euro, fotografata appunto con il 60mm e 68mm di tubo di prolunga.

Questa soluzione è un buon modo per spingersi oltre e apprezzare davvero dettagli che ad occhio nudo sono invisibili, attenzione però perché con l’aumentare dell’ingrandimento tutto diventa più difficile, la profondità di campo si riduce a pochi decimi di mm e spesso è necessario scattare tante foto a diverse distanze e ricomporle con un software per ottenerne una completamente a fuoco, tecnica che si chiama Focus Stacking e che descriverò meglio in un articolo successivo.

Qui sotto la foto della stessa moneta senza i tubi di prolunga… la differenza è obiettivamente tanta 😉

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