La via lattea in pochi “semplici passi”…

Cari amici, fotografare le stelle è sempre stato un mio sogno e finalmente quest’anno ho messo insieme l’attrezzatura necessaria per fare una foto decente e la buona notizia è che non bisogna poi spendere così tanto 😉

Ecco quindi una mini lista della spesa di cosa serve per fotografare la via lattea:

  1. Una fotocamera reflex o mirrorless con un po’ di tolleranza al rumore, io uso una Full frame, ma ho visto fare cose ottime anche con APSC.
  2. Un obiettivo molto luminoso e con un ampio angolo di campo. Le stelle sono molto lontane e quindi è indispensabile avere un obiettivo con un diaframma che si apra molto per catturare quanta più luce possibile. Le stelle infatti hanno un moto apparente dovuto alla rotazione terrestre e quindi non possiamo tenere aperto il diaframma per un tempo indefinito, altrimenti anziché come puntini si vedrebbero come strisce… una regola empirica è 600 (o 500 o secondo altri 300) / la lunghezza focale. Se per esempio ho un un obiettivo 14mm, 600/14 = 42 secondi, per cui se rimango sotto a questo tempo le stelle avranno l’aspetto di un puntino, altrimenti cominceranno ad essere mosse. Personalmente ho sperimentato che questo tempo è troppo ottimistico e io uso la regola del 300, ovvero 300/14 = 21 secondi. Ora essendo il tempo massimo fissato da questo problema, è chiaro che se ho un obiettivo f2.8 sarò in grado di catturare in 21 secondi molta più luce di quanta ne potrei catturare con un obiettivo f4, quindi si vedranno molto più stelle 😉 Non dovete spendere un capitale per averne uno, io ho acquistato il Samyang 14mm f2.8, un obiettivo molto buono per poco più di 300 Euro, messa a fuoco solo manuale, ma tanto per le stelle non serve altro, ottimo angolo di campo e luminosità ottima.
  3. Un ottimo cavalletto, perché la macchina deve essere ovviamente immobile per scattare con tempi di 20″.
  4. Un cavo di scatto remoto, oppure l’autoscatto, per evitare anche la più minima vibrazione.
  5. Lo specchio sollevato (modalità M-UP su Nikon) per evitare anche qui ogni vibrazione
  6. Un posto con la minor quantità possibile di inquinamento luminoso, se siete nell’area di Roma, vi consiglio l’ex centro equestre federale dei pratoni del Vivaro, abbastanza isolato e buio per avere buoni risultati, la foto di copertina è fatta lì.

Per fare delle foto buone ci sono ovviamente tantissime tecniche, una delle più comuni consiste nel fare due scatti, uno per il primo piano e uno per il cielo e poi fonderli insieme, mentre per il post-processamento ci sono i metodi e le opzioni più diverse, anche qui con tecniche più o meno avanzate. Vi consiglio questo sito in Inglese dove ci sono tantissimi tutorial sull’argomento, in Italiano invece date un’occhiata a quest’altro.

Supponiamo che abbiate tutta l’attrezzatura e che siate in un posto adatto, come si fa materialmente a fare la foto? Prima di tutto bisogna andare in un orario in cui la via Lattea si vede e in una sera senza luna e qui ci sono tantissime app per ogni modello di telefono che danno tutti i dati, poi si piazza il cavalletto e la macchina, orientandola, magari in verticale, verso il nucleo della Via Lattea dove consiglia l’applicazione. Poi si imposta la macchina in modalità manuale, 3200 ISO o più, il massimo tempo e la massima apertura consentiti dall’obiettivo, per esempio nel caso del Samyang f2.8 e 20/25″, mettendo la modalità di scatto con specchio alzato e attaccando il cavo di scatto.

Prima di scattare naturalmente bisogna mettere a fuoco 😉 Come si fa a mettere a fuoco le stelle? Su alcuni obiettivi come il Samyang, più o meno la messa a fuoco a infinito va bene, su altri invece l’infinito non mette a fuoco correttamente, in questo caso si può accendere il live view, puntare una stella luminosa, mettendo a fuoco su infinito e poi tornando indietro fino a che la stella non diventa il più puntiforme possibile, dopodiché ovviamente basta scattare e provare, verificando la messa a fuoco dal display della macchina, con la foto ingrandita al 100%.

Una volta fatte un bel po’ di foto, per tirare fuori un risultato accettabile bisogna fare una buona post-produzione, e trovate nel link sopra un sacco di Tutorial in merito, prossimamente conto di farne uno anche io, nel quale mostrerò il processo che seguo io nel mio piccolo 😉

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