Macro più spinta, tubi di prolunga e, direttamente da un’altra era, il soffietto

Diciamo la verità, quando si comincia ad avere un po’ di confidenza cona la foto macro, il desiderio di ingrandire tanto i nostri soggetti può prendere la mano. In realtà il nostro scopo non è quello di usare un microscopio per far diventare una mosca grande quanto un elefante, però vedere bene gli occhi composti e grandi come tutta la foto è un desiderio comprensibile 😉

Per superare il rapporto di riproduzione 1:1 del normale obiettivo macro, esistono varie soluzioni, di cui quella che io utilizzo di più è i “tubi di prolunga”. I tubi di prolunga sono dei semplici tubi che distanziano l’obiettivo dal piano del sensore e consentono di aumentare il rapporto di riproduzione. Personalmente ho acquistato i tubi Kenko DG per Nikon che sono ottimi e costano una cifra ragionevole e che, tra gli altri vantaggi, portano anche i contatti elettrici alla macchina, consentendo di usare agevolmente i suoi automatismi. L’ingrandimento che riesco a ottenere con tutti i 68mm dei tubi, misurato riproducendo un righello, è di 2.5:1 che non è affatto male e consente anche un minimo  di ambientazione della macro.

Se volete andare oltre questo rapporto di riproduzione, già non facilissimo da gestire, per i tanti aspetti sottolineati negli articoli precedenti, ci sono varie soluzioni:

  1. Per gli amici Canonisti: l’obiettivo Canon MPE 65, un obiettivo costoso che però consente rapporti di riproduzione di 5:1 senza alcun accessorio.
  2. Per tutti: obiettivi montati in reverse, trovate in questo articolo qualche indicazione.
  3. Per gli amici Nikonisti: un oggetto che ho appena iniziato a sperimentare e che viene direttamente da un’altra era: il soffietto.
Soffietto

Soffietto

Il soffietto che ho preso è un Nikon PB6, ormai fuori produzione, ma che si può trovare ancora agevolmente su Ebay ed è sostanzialmente un distanziatore dell’obiettivo, che però, a differenza dei tubi di prolunga, si estende dinamicamente, allungando la sua struttura a fisarmonica da 0mm fino a 208mm.

Ho fatto qualche esperimento ed ho misurato i vari ingrandimenti che riesco ad ottenere montando il mio obiettivo macro 60mm (senza reverse), considerando che per non far sbattere le macchine digitali moderne è necessarie avere un anello distanziatore tra il bocchettone del soffietto e la macchina stessa. Io ho usato un pezzo da 36mm dei tubi Kenko, per cui già il soffietto a 0mm, comporta i 36mm del tubo, più la distanza delle varie parti meccaniche, per cui non è un vero 0, ma è già più dei normali tubi di prolunga.

Estensione soffietto in mm Ingrandimento
0mm 2.77:1
40mm 3.27:1
50mm 3.42:1
60mm 3.6:1
100mm 4.5:1
140mm 5.53:1
208mm 6:1

 

Dopo i 50/60mm però l’uso diventa davvero difficile, la profondità di campo ridotta a meno di un millimetro e compare inoltre un’evidente vignettatura sui bordi, dovuta, credo, alla caduta di luminosità molto forte. Naturalmente, se invece di utilizzare un obiettivo 60mm normale, si monta un obiettivo in reverse, gli ingrandimenti salgono ancora. Ho fatto una prova al volo e il mio vecchio Vivitar 28mm montato in reverse consente qualcosa come 9:1 alla massima estensione del soffietto.

La sperimentazione per ottenere qualche foto decente è appena iniziata, le mie impressioni in un prossimo articolo.

PS, la foto di copertina è un connettore micro-usb, ingrandito a 6:1 con 208mm di soffietto, focus stacking di 65 immagini… ma ce ne sarebbero volute probabilmente 200 per avere qualcosa di decente 😉

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