Nikon 200-500 impressioni dopo un po’ di utilizzo

Dopo aver utilizzato il 200-500 per un po’ di scatti mi sono fatto un’idea più approfondita di questo obiettivo, che comunque continuo a considerare fantastico, almeno per il mio livello.

L’obiettivo è pesante, inutile negarlo, si può portare in mano, io lo tengo quasi sempre per l’aggancio del cavalletto, ma dopo un po’ di tempo la sua mole si fa sentire. A parte questo però di difetti evidenti non ne ha, provo qui a riepilogare le mie impressioni sulle principali caratteristiche (non mi piacciono i termini: pregio e difetto…):

  1. Nitidezza: niente da eccepire, l’obiettivo ha un’ottima definizione, impeccabile nei soggetti statici, un pochino meno forse su quelli in movimento, ma credo che qui giochi molto la mia imperizia nell’usarlo, infatti con un po’ di pratica in più ora comincio già ad avere scatti migliori. Non ho mai avuto la fortuna di utilizzare un blasonato fisso da svariate migliaia di euro, ma davvero non ne sento proprio il bisogno. Nella gallery in alto qualche scatto di esempio.
  2. Stabilizzazione: fantastica, ho scattato una foto per prova chiudendo a f16, a 1/60s ed è ancora piuttosto nitida, con un micromosso che davvero bisogna cercare ingrandendo al 100% su uno schermo retina ultra definito. Con un mattone di oltre due chili mi sembra un pregio notevole.
  3. Autofocus: sufficientemente veloce, anche qui non ho un metro di confronto con i fissi, però a me pare più che decente. Devo dire che all’inizio qualunque uccello in volo era mosso, ma ora che ho imparato a padroneggiarlo un po’ di più, comincio già ad ottenere buoni scatti, ed è meno di un mese che lo utilizzo.
  4. Luminosità: questa è forse l’unica caratteristica di minor pregio delle altre. Purtroppo essendo solo f5.6 è praticamente impossibile impostare un tempo veloce a 100 ISO, per cui il mio default è sempre almeno 200, con cui riesco ad ottenere 1/800 e qualche volta, ma proprio quando il sole è tantissimo, 1/1000, basta però l’ombra di un albero per rendere la foto molto scura. Queste sono le mie prime foto naturalistiche a uccelli in volo, ma mi sembra che 1/800 non sia un tempo sufficiente per quelli che si muovono veloci, per cui mi sembra evidente che basta una giornata meno soleggiata per dover alzare la sensibilità ISO, poco male per una full frame, ma è un parametro da tener presente.

Sono soddisfatto? Direi proprio di sì, specialmente in considerazione del prezzo dello strumento che è comunque elevato per le tasche di una persona normale, ma non inarrivabile come i fissi super fighi. Certo si può sempre optare per un 300mm f4 e moltiplicarlo a 1.4, è vero che il peso è minore, ma la flessibilità di uno zoom ho avuto modo di apprezzarla molte volte, perché gli animali, grazie al cielo, non sempre si mettono in posa 😉

Un’ultima considerazione, io non sono un fan del “crop”, ritagliare le immagini mi ha sempre fatto pensare di barare, però con questo tipo di foto mi trovo a farlo molto spesso. Una focale di 500mm non basta con gli uccelli, e spesso ricorro al crop DX, o ritagliando o scattando la foto direttamente in modalità DX, ottenendo quindi lo stesso effetto di moltiplicazione che otterrei scattando con una macchina APSC (1.5 volte) e arrivando a 750mm, ma perdendo ovviamente in risoluzione, che comunque rimane sempre intorno ai 10 megapixel, più che sufficienti per una stampa di qualità, checché ne dica una faziosa forma di pubblicità da parte dei produttori.

Può darsi che con l’affinarsi della mia capacità di capire gli animali e di cercare di fotografarli senza disturbare, arrivando quindi più vicino, la necessità di più mm diminuisca, ma questo lo saprò solo fra qualche tempo 😉

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