Giocare può salvare il mondo, perché il pensiero contro intuitivo è il nostro migliore alleato

Oggi mi sono imbattuto in un video del TED molto interessante, in cui questa ricercatrice Americana parla dei giochi online e della sua teoria che tutte le ore spese nel gioco possano migliorare il mondo.

Il video è estremamente intelligente e ve ne raccomando davvero la visione, ma la cosa che più mi ha colpito è che questo video parla di un’attività che io non pratico forse da 20 anni, ovvero spendere tempo nel giocare online, e quindi avrei potuto tranquillamente ignorarlo e perdere così tutti gli insight di valore che ci sono dentro. Invece, non so per quale motivo, ho insistito nella visione e la storia raccontata mi ha così intrigato che non solo ho finito di guardarlo, ma ne ho anche ricavato delle idee utili, utilizzando l’approccio assolutamente contro intuitivo che questi scienziati hanno immaginato e che non vi rivelo qui per non rovinarvi la sorpresa se deciderete di guardarlo.

Nella vita di tutti i giorni tendiamo sicuramente a fare cose che non ci facciano uscire dalla nostra zona di comfort e a ripetere azioni e meccanismi che conosciamo bene, ma a lungo andare questo può avere un impatto negativo sui nostri risultati e sulla nostra capacità di risolvere problemi perché diventiamo così abili nel fare sempre le stesse cose da non cercare mai modi migliori per poterle fare. Se però riusciamo ogni tanto a rompere gli schemi, fare cose diverse e approcciare le difficoltà con strategie anche assurde, questo può darci la spinta per creare nuove consapevolezze e fornirci nuovi strumenti per fronteggiare il mondo, da aggiungere al nostro arsenale.

Personalmente cerco di praticare questo approccio nei problemi informatici che risolvo, nei quali devo utilizzare degli strumenti collaudati e delle strategie conservative, perché non posso certo rischiare che un sistema informatico di un ospedale improvvisamente smetta di funzionare e perda i dati, ogni tanto però sperimento nuove idee e nuove tecnologie, magari in situazioni controllate, e il più delle volte questo mi fa scoprire nuovi e più efficienti modi di risolvere i problemi, che inevitabilmente poi finiscono per essere applicati anche ai sistemi più “critici”.

Questo è uno dei tanti motivi per cui osteggio la tendenza di molte aziende a limitare i siti che possono essere visitati dai loro dipendenti, nel tentativo di impedire che perdano tempo. Io credo invece che il tempo vada assolutamente perso, con le proporzioni e nei modi dovuti ovviamente, e credo anche che una mentalità orientata al risultato e un adeguata motivazione delle persone siano il modo migliore per incrementare i risultati aziendali.

 

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