Piccole esplorazioni fotografiche

L’inverno non è stato molto rigido ma un po’ ha pesato sulle mie uscite fotografiche, rendendo decisamente più difficile trovare le occasioni giuste, senza avere il tempo di andare in viaggio. La fortuna vuole però che qui vicino ci sia il bellissimo lago di Fogliano, uno dei laghi costieri del litorale pontino, dove in questo periodo ci sono tantissimi uccelli che si lasciano anche fotografare senza troppo ritegno 🙂

Qui sotto una piccola gallery di foto, sempre opera della mia D750 e del 200-500 Nikon.

Molti continuano a chiedermi consigli sull’attrezzatura ideale per la foto naturalistica e naturalmente la risposta è molto complessa. Avendo un sacco di soldi e di tempo, nonché una struttura fisica abbastanza robusta da trasportare 20 Kg di attrezzatura, direi senza riserve di comprare una D5 e un bel tele fisso, di quelli da 10.000 Euro. Dovendo invece fare i conti con un budget molto più ristretto, ma anche con la necessità di uno strumento più versatile, continuo a pensare che il 200-500 sia davvero un buon compromesso, anche se, non avendo mai provato il Sigma 150-600 e il Tamron 150-600 non so fare confronti su nitidezza e prestazioni. Per la macchina invece c’è una grande tentazione, la D500, che allo stesso prezzo della mia ha un autofocus eccezionale e una raffica da urlo, nonché un buffer praticamente infinito di 200 raw consecutivi… certo è un sensore DX e non Full frame, ma pare le prestazioni siano fantastiche e, essendo una DX, ha anche l’effetto di moltiplicare la focale per 1.5, quindi il 200-500 arriva alla non trascurabile lunghezza di 750mm…

A me onestamente piace troppo la ridotta profondità di campo del Full frame e forse non la comprerei, sospendo il mio giudizio in attesa di vedere cosa sfornerà Nikon quest’anno, si parla di una D760 e di una D820, vediamo un po’ se c’è qualcosa che unisce la splendida resa del sensore tipo D750 con un po’ più di prestazioni “naturalistiche”. Continuo però a ripetere a tutti che la foto naturalistica dipende anche tantissimo dalla capacità di conoscere gli amici animali, saperli osservare e saper rispettare la loro natura e le loro esigenze. Le foto, almeno per me, sono sempre un prodotto collaterale e non un’ossessione.

L’uccello in copertina è una garzetta ed è di un’eleganza straordinaria, nonché anche molto simpatica mentre mi guarda curiosa dai cespugli chiedendosi quando la smetterò di importunarla durante la colazione. Il micione invece deve aver capito che la zona è proficua perché staziona sornione nei paraggi praticamente ogni volta che ci vado.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *