Il rumore nella fotografia naturalistica, come sopportarlo al meglio

Diciamo la verità, a chi non piacciono le foto super nitide a 100 ISO? Eppure se si pratica la fotografia naturalistica spesso si è ben lontani da queste sensibilità ISO, complici una serie di fattori:

  • Gli animali sono più attivi la mattina presto e la sera tardi.
  • Per congelare il movimento di animali molto rapidi, in particolare degli uccelli in volo, sono necessari tempi di scatto molto veloci, specialmente se si dispone di corpi macchina con un’alta densità di pixel sul sensore, come la D500 o la D850.
  • Se non si dispone di una costosissima lente fissa come il 500 f4, per recuperare un minimo di nitidezza spesso si tende a chiudere un pochino il diaframma.
  • Per cercare di massimizzare la possibilità di cogliere a fuoco il soggetto, se piccolo e veloce, come un Martin Pescatore per esempio, avere un diaframma più chiuso aiuta molto. Se a f5.6 si manca il fuoco di qualche millimetro magari l’occhio risulta fuori fuoco, ma già a f7.1 l’effetto è molto mitigato.

Questo fa sì che a volte, specialmente in giornate che non hanno una luce ideale, gli ISO si alzino molto e la massima quantità “sopportabile” dipende dalle caratteristiche della propria fotocamera e anche da quanto si tollera soggettivamente il rumore.

Personalmente sto utilizzando al momento la Nikon D850 che è un corpo macchina a quasi 46 megapixel e quindi dove ingrandendo un file enorme 1:1 il rumore lo si nota abbastanza, per cui dopo un po’ di prove ho deciso di impostare una sensibilità ISO massima di 6400 ISO, salvo incontri ravvicinati con un pellicano marziano, nel qual caso sarei disposto ad andare anche oltre i 20.000 😉

Ovviamente i file a 6400 ISO, se la luce non è cattiva, sono più che tollerabili, specialmente in stampa dove il rumore è meno evidente che nell’ingrandire al 500% sullo schermo. Ci sono casi però in cui mi piacerebbe ripulire di più il file e ho trovato serie difficoltà a farlo all’interno di Lightroom, con il quale elaboro il 99% delle foto che faccio, limitandomi ad interventi di post produzione “standard”, che non richiedono la potenza di Photoshop. Certo per quelle foto dove la riduzione di rumore di Lightroom è assolutamente insufficiente potrei sempre usare Photoshop, ma il processo richiede comunque un certo sforzo manuale, oltre a generare dei file enormi, così alla ricerca di un sistema più efficace, mi sono imbattuto in un software che definire fantastico mi sembra riduttivo.

Il software in questione si chiama DXO photolab, ed è prodotto dalla nota DXO che fa test sulle ottiche e sulle macchine. Il programma è in realtà un sistema completo per l’elaborazione delle foto digitali e potrebbe completamente sostituire anche Lightroom, ma io, un po’ per pigrizia e non conoscenza, e un po’ perché credo che quest’ultimo sia ancora superiore, non mi sono deciso ad utilizzarlo in questo modo, bensì lo impiego come un plugin di Lightroom, per lo specifico scopo di eliminare il rumore ed ottenere il massimo dettaglio nelle foto.

Basta selezionare il file RAW in Lightroom, inviarlo a DXO Photolab, impostare un paio di parametri e premere salva, riottenendo indietro all’interno di Lightroom un file raw in formato DNG, con applicate le modifiche richieste. Questo flusso di lavoro ha lo svantaggio di produrre ancora un doppio file, ma si tratta di un DNG molto più piccolo dei file di Photoshop, e processabile poi in maniera completamente “ordinaria” all’interno di Lightroom stesso. Il processamento non è velocissimo, almeno per i file giganteschi della D850, circa 3 minuti su un macbook pro quad core con 16 Gb di Ram, ma il risultato vale davvero l’attesa.

L’immagine di copertina è un file a 6400 ISO trattato in questo modo, qui sotto un dettaglio al 100%, prima e dopo la cura. Attenzione, si tratta del primo e unico tentativo che ho fatto, ma naturalmente se la riduzione di rumore è troppo aggressiva ci sono decine di parametri che si possono modificare fino ad ottenere un risultato che sia in linea con le proprie aspettative.

Si può provare il software per 14 giorni in modo completamente gratuito… ma a vostro rischio e pericolo… dopo averlo usato non riuscirete più a smettere 😉

Una piccola nota finale è che il rumore è molto più gestibile quando l’immagine è sovraesposta, ovvero quando si sposta l’istogramma della foto verso il centro e si evita di avere zone scure, perché è proprio recuperando quelle che si ottiene la massima quantità di rumore. In altre parole è meglio una foto a 8.000 ISO sovraesposta che una a 6.400 ma sottoesposta, l’importante è controllare sempre l’istrogramma in condizioni di scarsa luce e verificare che non sia troppo spostato sulla sinistra.

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