Sincronie

Finalmente con il mio nuovo obiettivo (Nikon AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR), che ha un autofocus degno di questo nome, sono riuscito a immortalare i miei amici piovanelli in volo. Questi uccellini hanno la caratteristica di volare insieme veloci come il vento, a pelo d’acqua, per poi posarsi e cercare il cibo ed è uno spettacolo vederli in azione.

La luce non era proprio delle migliori, il cielo era coperto e c’era un’atmosfera piuttosto cupa, con sprazzi di luce che filtravano ogni tanto dalle nuvole, nel complesso però, come primo tentativo, non mi dispiace. La foto è tagliata e raddrizzata rispetto all’originale, perché l’ho scattata da seduto, mettendomi praticamente in diagonale, i piovanelli erano vicino a me, ma il rumore di una macchina li ha fatti scappare in blocco e questo è il momento in cui si fermano di nuovo, un po’ più distante dalla strada.

Nikon AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR, Il nuovo arrivato si difende bene

Oggi ho avuto modo di provare fugacemente il mio nuovo obiettivo, il Nikon 500 PF (nome completo: Nikon AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR ), e devo dire che la prima impressione è decisamente positiva, qui allego qualche foto, in condizioni di luce non proprio ideali. Semplice post produzione con Lightroom, senza passaggi in Photoshop, nitidezza, riduzione rumore, ecc… Insieme alle foto anche un piccolo elenco di pro e contro che ho riscontrato, tenete presente ovviamente che sono le impressioni a caldo dopo averlo usato per un paio d’ore 😉

PRO

  • Assolutamente nitido a tutta apertura (f5.6), non ho mai sentito il bisogno di chiuderlo per recuperare nitidezza, sia con soggetti vicini che lontani. Rispetto al 200-500 mi sembra decisamente meglio, non saprei quantificare di quanto, ma le foto mi sembrano ottime anche senza nessuna forma di sharpening, mentre l’altro mi lasciava sempre un po’ con  la sensazione di non avere una foto davvero ben fatta.
  • Autofocus velocissimo, qui davvero non c’è storia con il 200-500, per la prima volta riesco ad agganciare i soggetti in volo praticamente senza fatica, persino i piovanelli che volano come il vento.
  • Maneggevolezza e comfort nell’uso incomparabili. Il peso di soli 1,4 Kg e la dimensione lo rendono davvero piacevole da utilizzare e consentono di scattare anche al volo e da posizioni impensabili e scomode, il che spesso fa la differenza tra il portare a casa una foto o il non riuscire a farla.

CONTRO

  • La staffa per il treppiede è piccola e scomoda… decisamente ridicola rispetto alla dimensione dell’obiettivo, che per quanto compatto è comunque un tele.
  • Stabilizzatore parecchio rumoroso, si avverte distintamente specialmente restando al chiuso, tipo nella macchina, e immagino che sarebbe lo stesso in un capanno, qui il 200-500 era decisamente più silenzioso.

Alcuni lamentano una certa inconsistenza dello stabilizzatore con tempi molto bassi, io onestamente a meno di 1/500 devo appoggiarmi da qualche parte, con la D850 e i suoi 46 Megapixel il micro mosso non perdona ed evidentemente le mie mani non sono così stabili, comunque questa è un’area in cui dovrò indagare meglio, così ad occhio mi sembra uguale o addirittura migliore dello stabilizzatore del 200-500, che pure eccelleva in questo comparto.

Alla prossima puntata per impressioni più approfondite 😉

AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR

E finalmente dopo tanta attesa sono riuscito a fare un piccolo upgrade della mia attrezzatura per la foto naturalistica, non proprio quello che avrei voluto, ma comunque un notevole investimento per le mie finanze.

Il nuovissimo Nikon 500 pf (nome completo: AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR) è un teleobiettivo fantastico, che condensa in soli 1400 grammi una lente dalle prestazioni davvero notevoli, almeno stando ai grafici di Nikon e alle prime prove sul campo che ho avuto modo di leggere.

Così mi sono buttato e ho deciso di prenderlo, per prima cosa perché il 500 f4 era per me finanziariamente inarrivabile, e in secondo luogo perché un obiettivo così maneggevole è molto più adatto al mio modo di fare fotografia itinerante, che preferisco di gran lunga all’uso di capanni fotografici. Fare 15/20 Km in montagna con oltre 3 kg di obiettivo o farli con 1.4 kg fa una bella differenza e credo che la maneggevolezza e la leggerezza possano compensare lo stop di luce in meno e la minore capacità di isolamento del soggetto.

Per ora ho avuto modo solo di scattare un paio di foto dentro casa, tanto per saggiarne la nitidezza, che anche a tutta apertura sembra davvero notevolissima, almeno se comparata al mio vecchio 200-500. Non posso dire molto sull’autofocus perché è notte e ho scattato con un tempo di 3″ per avere una foto a 64 ISO 😉 Mi riservo prove approfondite sul campo nei prossimi giorni.

,

Chissà com’è il mondo visto dall’alto…

Vi siete mai chiesto com’è il mondo dall’alto visto dagli occhi di un maestoso falco? Ecco questa in copertina è un’immagine scattata più o meno in un luogo dove il mio amico falco di palude volteggiava nel cielo, ovviamente con il mio drone. Non è proprio lo stesso posto perché per questioni etiche io scelgo di non volare mai dove ci siano animali che possano essere disturbati.

Di solito non porto quasi mai il drone con me quando sono fuori per una sessione di foto naturalistica, anche perché il mio Phantom 4 pro è grande e l’attrezzatura fotografica è già di per sé molto pesante. In questo specifico caso però avevo il drone con me per una sessione di allenamento, prodromica ad un lavoro che devo fare prossimamente e quindi ho colto l’occasione per mostrare le cose anche da un’altra prospettiva.

Voletti di novembre

Una mattina di sabato, è Novembre ma potrebbe essere tranquillamente una giornata primaverile. I pensieri sono tanti, bisogna decidere dove andare a parare nel futuro, in un mondo sempre più incerto e sempre più complicato.

Dopo un po’ però l’attenzione per la natura spazza via le preoccupazioni e lascia spazio a una concentrazione rilassata, una specie di meditazione ad occhi aperti.

Ci sono pochi amici pennuti oggi, ma abbastanza per aspettare un po’ d’azione. Un airone cenerino, un airone bianco maggiore, una decina di spatole, un paio di garzette e tante folaghe, condividono uno spazio piuttosto piccolo, senza chiasso e senza litigi.

Qui il nostro amico airone nella fase finale di atterraggio, dopo aver fatto un giro di perlustrazione per capire se ci fossero zone di pesca migliori 😉

Life ain’t easy

Mi piace l’idea di fare delle belle foto, è sicuramente un piacere estetico, un po’ come quello che si prova facendo un bel disegno o dipingendo un quadro che ci entusiasma.

Ma la foto senz’anima non fa per me. Un’immagine bella, ma fine a se stessa, è un’occasione sprecata. Sento spesso molti colleghi fotografi parlare dell’ultima specie che hanno immortalato, li sento desiderare a tutti i costi la foto dell’uccello che ancora manca alla loro collezione e li vedo rinunciare a fotografare una bella situazione, magari solo perché il protagonista è un piccolo pettirosso.

A me invece piace fotografare quello che mi suscita emozioni, che mi fa sorridere, piangere o che mi fa pensare. La vita non è semplice, né la nostra, né quella degli animali che fotografo. La natura è spietata, persino con un animale che da grande peserà 300 Kg e sarà alto oltre due metri, dovrà imparare a lottare per procurarsi il cibo, a sfuggire ad altri orsi, ad evitare l’uomo e affrontare innumerevoli ostacoli lungo il suo cammino e questo orsetto, che cammina pensieroso lungo il bordo del fiume, sembra averlo già intuito, almeno a giudicare dal suo volto malinconico.

Ogni volta che guardo questa foto provo una sensazione di tenerezza infinita e un vuoto nello stomaco… e ricordo a me stesso perché faccio tanta fatica per inseguire foto come questa, passando decine di ore in aereo, prendendo ogni tipo di mezzo, al freddo e sotto la pioggia e rinunciando a tante cose, pur di racimolare i soldi per potermi permettere di essere lì.