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Tempo di bilanci alla fine del 2018

Cari amici, il 2018 ormai è praticamente finito e direi che posso tranquillamente affermare che non è stato un anno particolarmente tenero, come del resto succede un po’ a tutti gli anni di noi “vecchietti” 😉

Ho fatto comunque diverse esperienze, sono andato in posti remoti e ho portato a casa tante emozioni, consapevolezze, dubbi e una buona dose di fotografie, quindi direi che non mi posso proprio lamentare. Dopo quasi quattro anni ho finalmente fatto anche un upgrade del mio teleobiettivo, comprando il nuovo Nikon 500 PF f5.6, che si è rivelato, almeno finora, uno dei migliori acquisti che io abbia mai fatto.

Ho studiato molto per imparare nuove tecniche, sul campo e in post produzione e devo dire, se riguardo le mie foto dell’anno, che vedo un certo progresso e questo mi fa molto piacere e mi dà stimolo a proseguire su questa strada. Nel mio percorso ho incontrato parecchie persone, alcune delle quali sembravano essere “grandi amici”, poi svaniti nel nulla, ma ormai ci ho fatto l’abitudine e non perdo nemmeno più tempo a cercare di capire il perché, io continuo a restare onesto e a guardarmi allo specchio senza grandi drammi… loro chissà.

Spero di poter continuare a evolvermi nel 2019, e di realizzare piccoli progetti, tra cui una mostra delle mie foto e finalmente qualche viaggio in cui accompagnare altri appassionati alla scoperta delle meraviglie della natura, riusciranno i nostri eroi? Lo scopriremo presto 😉

Un piccolo esempio di post produzione

Un’altra foto del mio amico porciglione Ignazio è stata appena sfornata 🙂
 
Un piccolo “inside look” al processo di post produzione di una foto. La prima foto è quella elaborata, la seconda il file RAW originale.
 
Nella foto RAW il sensore cattura tutta la luce presente sulla scena, restituendo un file piuttosto piatto, ma ricco di informazioni. Processando la foto, nel mio caso prima in Lightroom e poi in Photoshop, cerco di ricostruire quello che il mio occhio vedeva sulla scena e che la macchina fotografia, seppur sofisticata non è in grado di riprodurre automaticamente.
 
Sempre per chi sostiene che le foto vanno scattate in JPG e non elaborate, in realtà se si scatta in JPG il processo di elaborazione lo fa la macchina al posto nostro, le foto “naturali” semplicemente non esistono. Il processo di post produzione si faceva anche con la pellicola, sebbene le tecniche fossero ovviamente di tipo fisico e non digitale.
 
Ovviamente ciascuno sceglie i limiti oltre i quali non vuole spingersi, per me le foto troppo manipolate non sono il massimo, a volte rimuovo qualche rametto che era impossibile non avere nella scena originale, ma è il massimo del foto ritocco, il resto sono gestione delle ombre, della luce e dei toni.
 
Come potete vedere la differenza tra i due file non è enorme, ma è significativa e quello elaborato è più o meno quello che io vedevo appena dopo il sorgere del sole e con la luce calda e morbida del mattino. Naturalmente non credo ci sia un modo giusto o sbagliato di elaborare le proprie foto, ciascuno crea un proprio metodo che poi in qualche modo diventa il suo marchio di fabbrica.

Il mio amico Ignazio

Più lo vedo e più mi convinco che il Porciglione sia uno dei miei pennuti preferiti. Timido e schivo, scappa al minimo rumore, ma ieri sono riuscito a rubare qualche foto prima che decidesse di volare via come una freccia. Mi piace molto il suo modo di camminare elegante e regale e lo sguardo sempre attento.

Purtroppo la luce era ancora poca e benché questa foto sia solamente a 1/500s è a 10.000 ISO, non ho nemmeno provato a prenderlo in volo, ma prima o poi ti catturerò anche lì caro Ignazio… ah sì, non lo avevo detto, ma secondo me si chiama proprio così 😉

Nikon 500 pf, i test continuano

Ieri mattina mi sono concesso una giornata di fotografia naturalistica in Toscana, tra le oasi WWF di Orbetello e Burano, la pineta della Feniglia e la spiaggia di Alberese, e ho avuto modo di provare meglio il Nikon 500 PF.

Non c’era una varietà grandissima di soggetti, però nel complesso qualche buona immagine è venuta fuori. Posso confermare le mie prime impressioni, sulla nitidezza notevole dell’obiettivo che ho usato sempre a tutta apertura, senza mai preoccuparmi di dover chiudere per recuperare dettaglio, come ero spesso costretto a fare con il 200-500, così come posso confermare che l’autofocus è infinitamente più veloce, consentendomi anche di sperimentare di più con gli uccelli in volo, settore nel quale però ho bisogna di molta più pratica, ho fatto un po’ di esperimenti con le ghiandaie, ma senza grandi successi, per cui si replicherà a breve 🙂

Questa volpe invece l’ho incontrata mentre andavo via, un incontro fugace di un minuto o poco più, la posizione era obbligata e l’inquadratura pure, ma con due occhi così credo che non ci siano scuse che tengano, è una foto che appenderò presto al muro.

Per gli amanti dei dettagli fotografici, la foto è scattata con Nikon D850 + Nikon 500 Pf. ISO 5000, f5.6, 1/500s. Ho cominciato da 1/500s che è il tempo di sicurezza a cui sono quasi sicuro di avere un’immagine non mossa, persino con i 46 megapixel della D850, avrei voluto provare ad abbassare ancora la velocità per avere ISO più bassi, ma purtroppo la mia amica volpe aveva un invito a cena e non ha collaborato con i miei buoni propositi 😉