Si può dire in Italiano “Files” oppure “Stories”?

Si può dire in Italiano “Files” oppure “Stories”?

Se volete scoprirlo questo video è un modesto piccolo insight nella lingua Inglese. Risentendolo ho detto troppe volte “diciamo”, ma il video è fatto a braccio, senza uno script e in fondo mi piaceva com’era venuto… chiedo venia sin da ora “diciamo” 😉

E’ questione di fortuna?

Dopo aver pubblicato questa foto ho ricevuto un paio di commenti che mi hanno fatto riflettere. Uno era del tipo “Ammazza che macchina fotografica che hai per fare foto come questa”, l’altro invece sul genere “Che fortuna, a me non capitano mai situazioni così”.

Entrambe queste osservazioni sono lontanissime dalla realtà e vorrei spendere due parole sull’argomento. Purtroppo in questa era iper connessa, in cui la tecnologia rende tutto più semplice, molte persone sono erroneamente indotte a pensare che tutto sia facile, che sia solo questione di avere gli attrezzi giusti e un po’ di c..o per ottenere qualunque cosa. Nella realtà invece di solito i risultati si ottengono perché si è fatto un duro lavoro prima, perché si è studiato un argomento, oppure perché si è praticato un certo sport, hobby o professione per lunghe e interminabili ore.

Tolti quindi i pochi casi in cui la fortuna è stata determinante, la maggior parte delle cose di qualità che vediamo sono sempre frutto di un impegno che molti non mettono, motivo per cui non ottengono risultati di quel livello. Ora nel caso specifico questa foto non è tecnicamente come avrei voluto, era ormai un pochino tardi, la luce non era proprio perfetta, l’angolo tra me e i cigni non era esattamente quello che avrei voluto, però questi sono fattori su cui io non avevo controllo. Sul fatto però di aver colto una bella immagine, il controllo c’entra eccome, e vi riassumo qui sotto il perché questa foto non è frutto del caso:

  1. Questo posto è un’area di passaggio di numerosi uccelli migratori e di pesca per uccelli stanziali, chi è della zona lo conosce bene e sa che di solito qualche situazione interessante può capitare.
  2. Appena arrivato ho fatto delle prove con gli uccelli già presenti, in particolare un airone bianco e uno cenerino, in modo da verificare le impostazioni della macchina fotografica per non bruciare le piume, perché il solo cominciava ad essere già un po’ forte. L’airone cenerino ha le piume scure, caso facile. L’airone bianco invece ha le piume bianche… caso più difficile per avere un’esposizione corretta.
  3. Avevo deciso in anticipo che volevo cogliere qualche scatto “dinamico”, per cui ho impostato la macchina a 1/2000s per sicurezza. Con uccelli “lenti” come gli aironi basta molto meno, ma qui può passare di tutto e quindi meglio essere preparati. Ho scelto di mettere il diaframma a f5.6, il minimo del mio obiettivo, per abbassare gli ISO al massimo e ho messo gli ISO in automatico, in modo da non dover controllare ogni 5 secondi, perché il sole andava e veniva dietro a delle nuvole. Inoltre, siccome le piume bianche tendono ad essere sempre sovraesposte, facendo le prove di cui sopra, ho scelto di sottoesporre di 2/3 di stop. Insomma per dire che la macchina fotografica era pronta per ogni evenienza dinamica.
  4. Ho costantemente monitorato con gli occhi un’area piuttosto ampia, per vedere in anticipo cosa sarebbe potuto succedere, anziché giocare con il cellulare, come ho visto fare a molti fotografi che si appostano qui. Talvolta è questione di secondi, mentre che appoggi il cellulare e riprendi la macchina fotografica tutto può essere già finito.
  5. Ho visto i due cigni arrivare nell’acqua e siccome già una volta li avevo visti volare da questo stagno, ho pensato che con un po’ di fortuna l’avrebbero rifatto e quindi li ho tenuti sempre d’occhio.
  6. Quando ho sentito soffiare per un istante ho capito che stavano per farlo, mi sono preparato e praticamente ho scattato tutta la sequenza, da quando corrono sull’acqua, al decollo e alle prime fasi del volo, di cui fa parte questa foto. Purtroppo erano un po’ lontani, quindi le foto iniziali non sono vicinissime, anche su questo non avevo controllo, perché la posizione è obbligata, non si può scendere nello stagno e andargli incontro, sul resto però avevo il controllo completo e infatti ho portato a casa almeno 20 foto buone.

La fortuna e la macchina fotografica sono utili ovviamente, ma senza tutto il resto non servono a niente. Se non avessi conosciuto il posto, conosciuto i cigni, saputo riconoscere i loro versi e le loro posture, se non avessi avuto la macchina già impostata per questo tipo di foto, non sarei riuscito a fare nemmeno uno scatto decente. Inoltre se non avessi passione per gli animali e la natura, forse sarei andato via molto prima, perché complessivamente ho aspettato due ore per questo momento, mentre molti altri che erano lì hanno desistito ben prima, perché c’era pochissima attività.

In definitiva amici, il segreto è che non c’è un segreto. Ci vuole passione per riuscire un pochino in qualcosa, ci vuole studio e sacrificio e man mano si riescono a fare cose migliori di quelle che si facevano prima.

Quattro anni fa quando ho iniziato non sarei mai stato in grado di fare una foto così. Oggi la guardo e la vorrei migliore, ma sono consapevole di aver fatto dei passi avanti e questo mi rende contento e mi spinge a fare meglio la prossima volta. Grazie a queste foto posso far conoscere la bellezza della natura a più persone, e magari dare un minuscolo contributo a preservarla, e questo è in assoluto il premio più grande.