Opinioni divergenti

Cari amici, la fotografia è fatta così, spesso fai migliaia di chilometri in cerca di uno scatto sensazionale senza successo e altre volte invece ti ritrovi ad aver fatto una foto che ti piace tantissimo a casa tua. Ecco è il caso di questa che ho fatto l’altro giorno mentre provavo il mio piccolo capanno mobile, ad un soggetto bistrattato da molti, ma in una posa e in un contesto che adoro.

Non so se è la posa dei due pennutini, se sono le loro espressioni, oppure la completa separazione con lo sfondo che li rende quasi tridimensionali, comunque è una delle mie foto preferite di sempre.

Voglio una vita spericolata…

Metti che ti trovi in Abruzzo, c’è un torrente due metri sotto di te e tu cerchi di identificare un uccello che vola come una freccia per capire se è un merlo acquaiolo.

Metti che non riesci a fargli nemmeno una foto a fuoco, ma, ironia della sorte, riesci a farne una a fuoco ad un proiettile ancora più veloce…

Metti anche che scendendo sotto al fiume, nella foga scivoli e ci metti le scarpe dentro e quindi finisci la prima parte della tua sessione fotografica con un acquario al posto dei piedi, e metti che, siccome ti aspetta ancora una lunga giornata, cerchi inutilmente di asciugare le scarpe con l’asciugacapelli del tuo B&B…

Ecco metti tutto questo e fai una foto così 

Like mother, like daughter…

Momenti di tenerezza nel Parco Nazionale D’Abruzzo. Vedere questi piccoli esplorare il mondo è un’esperienza davvero fantastica 😊

Se vi dovesse capitare di vedere un piccolo di cervo o di capriolo da solo, non vi avvicinate e non provate a toccarlo, restare fermi e immobili per terra è solo una forma di mimetismo e non sono in pericolo, toccandolo verrà quasi sicuramente abbandonato dalla mamma.

L’abbondante cena dell’orso marsicano

Purtroppo la fortuna non ci ha arriso e quindi siamo riusciti a vederlo solo da molto lontano, ma è sempre un grande spettacolo. Per chi non lo sapesse la dieta degli orsi è onnivora, sebbene prevalentemente vegetariana, ma non disdegnano di mangiare formiche e altri insetti che è quello che questo orsone sta cercando di fare sollevando le pietre.

Il video è fatto da una distanza enorme, probabilmente 700/800 metri, quindi la qualità non è il massimo, ma ritenteremo a breve.

Grazie alla nostra guida, l’infaticabile Pietro Santucci, che con occhio d’aquila è riuscito ad individuare svariati quadrupedi, nonché il culone dell’orso da una distanza siderale.

Occhi che non puoi dimenticare…

Un’immagine che simboleggia due giorni passati nel meraviglioso Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Occhi così non si dimenticano facilmente 😊

Ci sono diverse volpi nel parco e, mentre alcune scappano subito quando vedono una persona, altre sono piuttosto confidenti e spesso si avvicinano in cerca di cibo. Questa particolare volpe è una di quelle e infatti l’immagine è stata scattata da circa 3 metri e non è un crop, bensì la foto a piena risoluzione da 46 megapixel.

Tuttavia dietro la foto c’è un episodio che vi voglio raccontare perché fa capire come le buone intenzioni non generino sempre risultati positivi. Eravamo lungo una nota strada del parco e quando abbiamo visto la volpe ci siamo fermati per vedere se fosse possibile farle qualche foto. Dopo qualche minuto la volpe si è spostata dietro ad un cespuglio e ovviamente le macchina che passavano, vedendo delle persone con in mano la macchina fotografica, si sono fermate e nel giro di tre minuti c’erano almeno 20 umani lì intorno, di cui 18 con il cellulare e che strillavano in modo incontrollato. Un ragazzo del posto, pensando di farci un favore, ci dice “Aspetta, che ora ci penso io” e attira la volpe facendo finta di darle del cibo, facendola però fermare esattamente al centro della strada, e anche in curva.

Mentre la mandria di macchine scatta la foto ricordo con il cellulare e si avvia a tornare alle proprie faccende, io faccio spostare la volpe spingendola sul prato, in modo da evitare che qualche pazzo a 100Km/h la potesse investire e poi rimaniamo per qualche minuto a guardarla mentre odora l’erba e accenna una caccia. Seguendola per qualche minuto nelle sue faccende volpine, ad un certo punto lei alza lo sguardo e questo è il risultato.

Altri “pseudo” professionisti del settore l’avrebbero chiamata con buste di formaggio o würstel, magari inducendola a saltare o fare chissà quale evoluzione, io mi accontento di quello che madre natura offre. Dopo cinque minuti di coesistenza abbiamo lasciato la nostra amica pelosa alle sue occupazioni e siamo tornati alle nostre con un meraviglioso ricordo.

Ogni interazione con un selvatico è una forma di disturbo, per questo va sempre limitata al minimo e soprattutto senza mai dar loro cibo. So che è difficile resistere ad uno sguardo come questo, ma pensate sempre che domani, quando voi sarete a casa vostra, lei non avrà da mangiare e dovrà essere capace di procurarselo da sola, oltre ad evitare di farsi investire o di finire nelle mani di qualche persona di pochi scrupoli, di cui purtroppo è pieno il mondo.

Slow shutter speed photography – part one

Dopo un po’ di tempo che si fanno foto naturalistiche dice che viene naturale provare anche cose diverse e così oggi mi sono cimentato con una delle cose che non ho mai sperimentato a fondo, ovvero la fotografia con velocità di scatto bassa.
 
Praticamente se la velocità di scatto dell’otturatore è troppo bassa rispetto al movimento del soggetto la foto viene mossa, se però si usa una velocità extra bassa e ci si muove con il corpo in sincrono con il soggetto (il famoso panning), si ottiene questo effetto molto “impressionista”, in cui i colori sembrano dipinti nella foto.
 
Avrei voluto sperimentare con un soggetto esotico, ma invece mi sono dovuto accontentare di un gabbiano, che potrebbe essere rosaceo, ma davvero difficile a dirsi da questo tipo di foto 😉 Nel complesso per un primo tentativo non mi dispiace affatto.
 
Nikon D850 + AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR
f5.6, 1/50s – f9 – ISO 64

Stretching mattutino

Una foto deve raccontare una storia interessante per catturare chi la guarda e questa di oggi sicuramente cattura la mia attenzione.

Questo cavaliere d’Italia sta facendo il suo primo giro mattutino in questo bellissimo (e famoso) stagno nel Parco Nazionale del Circeo, e come tutti noi appena svegliati ha l’istinto di stirarsi un po’ le braccia… pardon le ali, prima di mettersi all’opera

I più attenti noteranno che nell’acqua c’è il suo riflesso appena accennato e la bellissima trama delle penne delle sue ali.

Vorrei dirvi che questa foto è frutto del caso, ma non è così. E’ il risultato di tre ore sdraiato sulla sabbia bagnata, dalle 5.00 del mattino per non essere di disturbo, sotto a due reti mimetiche e con la cervicale ululante. Avevo già notato questo gesto poco prima e mi sono spostato leggermente, sempre da sotto le reti, per avere una visione migliore e la sua faccia vagamente girata verso di me. Sono stato attentissimo aspettando che lo facesse di nuovo, e al minimo indizio dello stesso movimento il live View della Z6 e i 9 frame al secondo di velocità di scatto hanno fatto il resto. La fortuna aiuta gli audaci, ma se l’audace è preparato è meglio