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Siamo davvero fotografi “naturalisti”?

Questa foto dell’amica Martina con il suo pescetto è dedicata a tutti gli animali che ci impegniamo così tanto a fotografare. Troppo spesso sento e vedo fotografi naturalisti fare cose che poco hanno a che fare con il rispetto della natura e delle altre specie e molto hanno a che fare invece con il collezionismo di immagini e l’ipertrofia del proprio ego.

Ho letto di persone che vorrebbero certi tipi di alimentazioni nei capanni dedicati ai passeriformi per non attirare altre specie che “disturberebbero” quelle più “pregiate” e trovo questo approccio onestamente disdicevole. L’inverno è la stagione in cui questi uccellini soffrono di più per trovare il cibo e quei capanni non sono solo una risorsa preziosa per i fotografi che si divertono a scattare foto, ma sono una risorsa preziosa per loro per poter sopravvivere.

Se l’obiettivo ultimo della fotografia è quello di farsi belli con le proprie immagini il suffisso “naturalista” non andrebbe aggiunto alla parola “fotografo”, perché fotografare esseri viventi e classificarli in base al loro “pregio” è piuttosto lontano dal rispetto che chi pratica questo genere dovrebbe avere per il mondo che lo ospita.

Nikon Z6 II + AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR