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La caccia non è uno sport…

Sarà che ogni anno in questo periodo vedo sento sempre lo stesso insopportabile rumore dei fucili che sparano… ma la caccia non è uno sport. Uno sport provoca piacere a se stessi, ma non danneggia gli altri. La caccia è solo un’attività praticata da gente senza coraggio che si nasconde dietro a un fucile.

Ristabilire le giuste proporzioni

Se volete avere l’esperienza di assaporare la nostra piccolezza rispetto al resto dell’universo, vedere una balena che esce fuori dall’acqua a pochi metri dal proprio minuscolo gommone, è una di quelle cose che rendono l’idea.

Le megattere (humpback whales in Inglese) sono dei mammiferi fantastici. Sono dei giganti da oltre 15 metri, eppure eleganti come farfalle. Tra l’altro vengono chiamate “i guardiani del mare”, perché tendono a proteggere tutti i mammiferi in difficoltà in acqua, difendendoli a volte anche da attacchi di altri predatori come le orche.

C’è chi ritiene che sia una cosa che fanno per scoraggiare i predatori dall’attaccare nel futuro i loro piccoli, chi invece crede che lo facciano per empatia verso specie affini… a me piace molto di più questa seconda versione 😉

She’s got the power

Gli orsi sono uno degli animali che amo di più, sembrano apparentemente goffi e paciosi, ma in realtà nascondono un’agilità e una potenza straordinaria. Sono capaci di muoversi a velocità per noi impensabili e sono ottimi nuotatori.

Questa mamma grizzly ispeziona attentamente il terreno circostante, per assicurarsi che non ci siano pericoli per il suo piccolo, specialmente da altri maschi non correlati, tutto nel suo sguardo e nella sua postura comunica un’incredibile senso di magnificenza.

Bald Eagle: la regina dei cieli della British Columbia

Le “bald eagle” sono un uccello estremamente presente in British Columbia, e benché siano ben più difficili da fotografare di un piccione, diciamo che la loro diffusione è similare 😉

Ne ho qualche bella versione anche in volo, ma per cominciare, questa è una delle mie preferite tra quelle “statiche”, specialmente per la fatica che mi è costata.

Eravamo su una barchetta che loro chiamano “Zodiac”, che è praticamente un piccolo gommone, avevo la tuta flottante di salvataggio, che praticamente ti rende la versione in rosso dell’omino Michelin, faceva ovviamente un freddo cane, e sebbene la tuta sia caldissima, le mani e la faccia erano invece esposte al gelo. La barca si muoveva a destra e sinistra come durante una sessione intensiva di pizzica tarantina, e riuscire a mettere a fuoco l’aquila, brandendo l’obiettivo pesante, in piedi, cercando di non cadere in acqua e combattendo la costante sensazione di vomito non è stato proprio semplice… però il risultato finale non mi dispiace… come si dice “No pain, no gain…” 🙂

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Grizzly a pesca

Cari amici, ecco una delle foto preferite tratte dal mio ultimo viaggio in British Columbia, alla ricerca di orsi e balene.
Qualche amico mi ha chiesto con cosa è stata fatta la foto e se servono attrezzature super costose per fare foto del genere, così ne approfitto per dire il mio piccolo pensiero sull’argomento.
 
La foto è stata scattata con una Nikon D850, che effettivamente è una macchina costosa, ma con un obiettivo Nikon 200-500 che invece è considerato un obiettivo “consumer” e che ha costi infinitamente più bassi di un fisso di qualità che sfiora e a volte supera i 10.000 euro, contro i 1.500 del mio.
 
Con me c’erano molte persone che cercavano di fotografare l’orso con il cellulare (specialmente giapponesi per la verità) e ovviamente non è lo strumento migliore. Ma in queste situazioni qualunque reflex o mirrorless con un obiettivo da almeno 300/400 mm avrebbe dato un buon risultato, con una qualità finale della foto che ovviamente cambia con la qualità della macchina e dell’obiettivo.
 
Quindi la risposta è che non serve spendere 20.000 euro di attrezzature per fare le foto, certo se li si spende le foto saranno un pochino migliori, ma spesso il “migliore” si vede solo ingrandendole al 400% sul computer e quindi si può iniziare tranquillamente anche con cose molto modeste.
 
Quello che è necessario invece è fare dei sacrifici per poter essere nelle situazioni giuste. Questo orso si trova qui perché in British Columbia (Canada) ci sono i salmoni che risalgono i fiumi e quindi i nativi sanno che in questo periodo si possono trovare. La stagione quest’anno non è probabilmente delle migliori, per cui ne abbiamo visti relativamente pochi di orsi, ma comunque è stato necessario fare: 14 ore di volo per arrivare in Canada, 1000 Km in macchina per arrivare in una piccola città del nord, 25 minuti di Idrovolante per arrivare in questa località sperduta, un tragitto in barca per arrivare vicino al fiume e ore di paziente attesa per aspettare l’eventuale passaggio dell’orso.
 
In questo specifico caso di orso ne è venuto solo uno, e ha pescato una sola volta, per cui la capacità di cogliere il momento è decisiva e questo si acquisisce non comprando attrezzatura costosa, ma utilizzando la propria e conoscendola alla perfezione, per non perdere il momento. Nonché ovviamente capire in anticipo cosa sta per accadere, per esempio in questo caso conoscere la tecnica di pesca di un grizzly e sapere quando sta per fare quello che ha fatto qui.
 
Questa foto è scattata con la macchina su un monopiede, per cercare di poter abbassare il tempo di scatto al massimo, è a 1/640s perché meno di quello con i 46megapixel della D850 il micro mosso è quasi inevitabile, ed è scattata a f7.1, perché purtroppo il mio obiettivo non è un mostro di definizione e in questo modo si recupera un bel po’ di nitidezza, rispetto alla sua apertura massima di f5.6. Inoltre c’è una compensazione dell’esposizione di 1 stop, perché l’orso è scuro rispetto al resto del paesaggio. Il risultato è una foto a 1800 ISO, che per la D850 sono un valore piuttosto accettabile.
 
Il post-processamento è stato fatto con un passaggio in un software che si chiama DXO Photolab, per incrementare il microcontrasto ed eliminare il poco rumore, e il resto semplicemente in Lightroom, variando contrasto, luci, ombre e vari altri parametri per ricreare quello che più o meno vedeva l’occhio in quel momento, più un bel po’ di crop perché l’orso era ad almeno 30/40 metri di distanza, diciamo che più o meno con il crop effettuato è come se fosse stata scattata con un 800/900 mm equivalente. No Photoshop, no ritocchi di altro genere.
 
Ne ho anche di molto più vicine di foto, perché l’orso è passato sotto di noi, e si è fermato diverse volte anche a 10 metri, ma ovviamente non si può scegliere dove lui decide di cacciare, così mi accontento di aver conservato 11/12 megapixel di una foto che mi piace molto, e che posso stampare anche 50×70 con questa risoluzione, senza problemi.
 
Se avessi avuto un obiettivo da 800mm da 15.000 euro sarebbe venuta meglio? Sicuramente sì, il microcontrasto sarebbe stato fantastico, non averei avuto bisogno di togliere il rumore perché a f5.6 sarebbe stata nitidissima e magari sarebbe venuta a 800 ISO, e magari avrei conservato 25/30 megapixel, anziché 12… in compenso però avrei dovuto portare 5/6 Kg di obiettivo invece di 2.3 e spendere 15.000 euro invece di 1.500… mi piacerebbe comprarlo comunque se potessi? Sì, magari non 800mm, ma un 500 fisso o magari lo strepitoso 180-400 con moltiplicatore incorporato, che costa comunque appena 11.800 euro 😉
 
Ma il messaggio è che, al di là del fatto che noi fotografi amiamo comprare attrezzature, perché siamo bambini mai cresciuti, le foto si possono fare con le attrezzature più disparate, purché ci si alleni tanto per essere preparati, si conosca cosa fanno gli animali a cui ci si approccia e si abbia la volontà di fare sacrifici per arrivarci vicino.
 
All’altra obiezione che è costoso andare in Canada per cercare gli orsi, rispondo che è vero, e che io lo faccio sacrificando molte altre cose che non compro, ma che si può fare anche molto più vicino, per esempio in Abruzzo, in Slovenia, in Finlandia, dove magari non ci sono i salmoni, ma ci sono tante altre situazioni interessanti e addirittura ci sono capanni attrezzati da cui gli orsi si vedono anche a 10 metri… fermo restando tutti gli altri sacrifici di di cui sopra 😉

My nifty fifty has just arrived

Va bene lo ammetto, sono sempre l’ultimo ad arrivare alla festa… probabilmente sarò stato uno dei pochissimi fotografi a non aver mai posseduto un 50mm f1.8, il cosiddetto cinquantino. Questo obiettivo è noto per essere un obiettivo super leggero, molto economico, ma dalla qualità strepitosa, specialmente se paragonata al prezzo.

Devo dire che non avevo aspettative particolari su di lui, ma dalle prime foto che ho fatto mi è sembrato straordinariamente superiore a quelle che avrei potuto avere 😉

L’obiettivo è effettivamente leggerissimo, non arriva nemmeno a 200 grammi. La costruzione del modello Nikon è un po’ plasticosa, come del resto mi sembra anche dell’equivalente Canon dalle foto, ma nel complesso dà però l’idea di un oggetto solido. La messa a fuoco è veloce e la nitidezza è notevole, anche a f1.8, dove ovviamente il problema è la profondità di campo che è molto ridotta.

Dopo un po’ di tentativi sono riuscito a padroneggiare abbastanza bene la messa a fuoco, utilizzando sempre la mia modalità preferita, area dinamica a 9 punti, che sulla D850 non è né troppo grande, né troppo piccola. Ci sono anche modalità di tracking più automatiche, ma a me piace mantenere il controllo sulla messa a fuoco, almeno quando posso. Ho verificato che la quantità massiccia di pixel della mia macchina impone comunque un tempo di scatto di 1/100s, oppure di avere le mani super ferme, magari cercando di tenerle vicino al corpo, ma questo non è un difetto dell’obiettivo, ma una caratteristica della risoluzione molto alta, che amplifica ogni piccolo accenno di micro mosso.

Come tutti dicono i fissi costringono a pensare di più all’inquadratura e quindi nel complesso le foto mi sembrano migliori, forse perché sono più “pensate” e, di fronte ad una situazione interessante, anziché fare zoom e scattare, sei costretto a trovare la posizione e l’angolo piu adatto. Continuo a restare un fermo sostenitore della versatilità degli zoom nella foto naturalistica e di azione, ma ammetto che in altri generi il fisso ha il suo fascino intramontabile.

Qui sotto qualche foto di prova del 50-ino, fresca di giornata 😉

Trekking in Abruzzo

Cari amici, se volete mettere alla prova le vostre doti fisiche, vi consiglio di fare un bel trekking in Abruzzo, alla ricerca di animali. E’ iniziato da poco il periodo del bramito e, sebbene non ancora nel suo picco, in alta quota risuonano potenti i richiami dei cervi, che cercano disperatamente di costruire il proprio harem.

Nel tentativo di fare delle belle foto, abbiamo percorso 18 Km di sentieri, con oltre 900 metri di dislivello, impiegando quattro ore per salire e altrettante (o quasi) per scendere… il tutto ovviamente con la solita attrezzatura pesantissima.

I cervi erano piuttosto lontani e purtroppo, essendo in gruppo e non potendoci appostare sotto alle reti, mi sono dovuto accontentare di foto ambientate. Ad un certo punto però un simpatico e intrepido camoscio ha deciso che la sua curiosità era più forte della sua paura e mi ha permesso di avvicinarmi ad appena una quindicina di metri, sebbene fosse un po’ più in alto di me su un costone e quindi un po’ controluce.

Se fosse stato al mio livello le foto sarebbero state ancora migliori, ma l’emozione di trovarsi faccia a faccia con questo fantastico animale, per la prima volta, è assolutamente impagabile.

Una piccola escursione fra gli orsi

Decisamente ammaccato e provato dall’influenza, ma sono tornato dalla Slovenia, qui una delle foto preferite che ho portato a casa da questo viaggio.

Mamma orsa e i suoi tre piccoli erano intenti a mangiare, quando qualcosa l’ha allertata, si è alzata in piedi di scatto e dopo pochi secondi tutti e quattro sono partiti a gambe levate, probabilmente il vento ha portato l’odore di qualche maschio, che però da noi non è mai arrivato. Continua a leggere

Il mattino ha l’oro in bocca…

Un detto che non poteva essere più calzante per questa foto fatta per caso dal mio balcone, pochi minuti prima di uscire per andare a correre, alle 6.30 del mattino in una giornata di maggio con un po’ di nuvole temporalesche.

Il bagliore del sole appena sorto e un po’ di nebbia hanno contribuito a dare un’atmosfera molto piacevole, grazie anche al filtro polarizzatore e naturalmente alla D850.

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I am blue

Durante il mio ultimo viaggio a Yellowstone ho avuto modo di vedere e fotografare tantissimi animali, ma questo piccolo uccellino mi è rimasto nel cuore. Si chiama Mountain Bluebird ed è una delizia per gli occhi, nonché molto simpatico e sfrontato, qui chiedeva a gran voce un supporto per fare una colazione migliore 😉 Continua a leggere