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Era un po’ di tempo che cercavo un incontro ravvicinato con uno di questi simpatici pennuti che per qualche settimana hanno oscurato il cielo nel loro instancabile viaggio verso il nord.

Molti li detestano, alcuni li chiamano “specie invasiva” e parecchi non ne hanno mai visto uno da vicino e ammirato i colori così singolari del loro piumaggio. Una testimonianza ulteriore, se mai ce ne fosse bisogno, che l’uomo non ha capito che il vero problema è l’antropocentrismo, è credersi l’unica specie che ha diritto di infestare e dominare questo pianeta, senza alcun riguardo per gli altri esseri viventi.

Eppure questo atteggiamento crea sconvolgimenti climatici e favorisce lo spillover di virus verso la nostra specie. La soluzione al Covid non è solo nel vaccino, ma nel capire che, se non iniziamo ad invertire la rotta, domani potrebbe arrivare uno sconvolgimento che magari non saremo in grado di controllare.

Nikon Z6 II + AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR + Nikon TC-14E III

Se si fosse trattato di un qualunque altro animale il perfezionista che è in me non mi avrebbe fatto pubblicare una foto tecnicamente imperfetta. Ma trattandosi di sua maestà il lupo, non c’è tecnica che tiene.

Un incontro breve con due bellissimi lupi appenninici, durato purtroppo pochi secondi. Noi spuntavamo da una cresta, io anche con la lingua in fuori per la fatica della salita. Loro erano comodamente sdraiati in un prato, non distanti dai resti di una carcassa ormai ridotta ai minimi termini e purtroppo non proprio vicini alla nostra posizione.

Ci hanno visto per primi ovviamente, ci hanno studiato per qualche istante e poi hanno deciso che la compagnia dei bipedi non era gradita, non prima però di lasciarci pieni di un’emozione infinita e di un’immensa gratitudine per questo incontro che non capita proprio tutti i giorni.

Nikon Z6 II + AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR

Agli inizi della mia esperienza di fotografo naturalista cercavo di arrivare sempre più vicino ai miei soggetti, mi preoccupavo della nitidezza assoluta delle foto e molto meno del lato “artistico” e di raccontare qualcosa.

Poi mi sono appassionato anche a scatti di questo tipo, in cui il soggetto animale rappresenta proporzionalmente una parte molto piccola dell’immagine, anzi se non la si apre a tutto schermo quasi non lo si vede, eppure racconta prepotentemente un momento interessante.

E’ ormai il tramonto di una giornata invernale piuttosto fredda, gli ultimi raggi di luce illuminano frontalmente queste piante sull’orlo di un piccolo corso d’acqua e uno sparuto gruppo di uccellini si insegue rimanendo per qualche istante posato sulle piante. La giornata volge al termine, è ora di trovare un posto sicuro per la notte. Il mondo è complicato e sopravvivere è un lavoro, ma ormai è tardi, è ora di riposare e di recuperare le forze per combattere una nuova battaglia domani. Una sensazione che molti di noi, specialmente in questo particolare momento, possono capire molto bene.

Nikon Z6 II + AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR + Nikon TC 1.4 III

Gli umani non amano i cespugli spinosi, eppure per molti altri esseri viventi sono una casa. Non giudichiamo il mondo come se fosse fatto (o non fatto) a misura delle nostre esigenze, perché condividiamo questo pianeta con tantissime altre specie, dalla cui sopravvivenza dipende strettamente anche la nostra.

L’emergere di nuovi virus e nuove sfide ambientali ce lo ricordano ogni giorno, ma dovremmo accorgercene da soli ben prima che sia troppo tardi…

Nikon Z6 II + AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR