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Un nemico piccolo e insidioso, riflessioni sul nostro ruolo durante l’epidemia di Coronavirus

Sono giorni difficili, nei quali c’è un nemico minuscolo ma insidioso che forse come unico effetto positivo ha quello di doverci far riflettere su quanto il mondo non ci appartenga davvero e su quanto, nonostante tutta la nostra tecnologia, non siamo invulnerabili.

Forse per la prima volta apparirà evidente a tutti quello che alcuni di noi dicono da tempo, ovvero che tutto è connesso. Tagliare alberi, inquinare, uccidere indiscriminatamente delle specie e rompere gli equilibri di questo mondo ha un effetto diretto su tutti noi.

Sì, anche su di te che guidi un SUV da 80.000 Euro che fa 3 Km al litro e guadagni 20.000 euro al mese.

Questa epidemia finirà come tutte le altre, alcune ben più gravi del passato, probabilmente finirà anche prima perché le nostre armi mediche e di ricerca sono più affilate, e anziché fare scorta di provviste al supermercato come prima di una guerra atomica, penso che ciascuno di noi debba prima di tutto rispettare le indicazioni delle autorità per salvaguardare noi stessi e gli altri, specialmente chi in questo momento è più fragile. E poi penso che sia altrettanto importante pensare a quelle piccole cose che possiamo cambiare nella nostra vita per dare il nostro contributo a migliorare il mondo, anziché a sfruttarlo dall’alto della nostra fallace grandezza…

Lepre di montagna ed altri amici scozzesi

Cari amici, finalmente dopo molto tempo sono riuscito a fare una toccata e fuga in Scozia, per cercare di fotografare due animali che mi sono sempre piaciuti ma che non avevo mai avuto occasione di vedere dal vero: la pernice bianca e la lepre di montagna.

Incredibilmente sono riuscito a beccare tre giorni di tempo relativamente buono, con un bel sole le prime due giornate e un po’ di neve il terzo giorno, consentendomi così di immortalare la pernice, la lepre di montagna con e senza neve, il red grouse e lo scoiattolo rosso, nonché delle simpatiche renne… direi che non potrei essere più contento.

Se vi fa piacere sapere qualcosa di più del backstage di queste foto sto preparando un video che sarà pubblicato nei prossimi giorni, seguitemi e non perdetelo 😏

E’ questione di sguardi

E’ questione di sguardi… certe volte non c’è bisogno di dire molto altro 😏 Un’altra delle meraviglie fotografate al CHM Lipu di Ostia, e un soggetto che per molto tempo è sfuggito ad una foto ravvicinata, il meraviglioso Mestolone 🙂

La grinta della sula

La grinta nel momento decisivo di un’azione è fondamentale e lo sa bene questa sula che è in competizione per il cibo con una moltitudine di gabbiani.

Un’altra delle tante foto che mi colpiscono della mia recente uscita in barca in Versilia nella quale ho avuto modo di vedere all’opera questi meravigliosi uccelli e apprezzare ancora una volta un pezzo di natura che la nostra società umana mette sempre più a rischio con i suoi cumuli di rifiuti di ogni tipo, lasciati anche da gente come i pescatori che ben dovrebbe conoscerne gli effetti. Non è raro infatti vedere questi uccelli con pezzi di lenza e ami impigliati nel becco e nelle zampe.

Spero che la bellezza di queste immagini possa servire anche in parte infinitesimale a sensibilizzare sempre di più chi le guarda per fare scelte consapevoli nella propria vita e dare il proprio contributo in positivo alla difesa del nostro pianeta. Troppo spesso vedo bellissime foto con la scritta “Sula Bassana”, “Volpe, toscana 2020”, “Piviere dorato”… e sebbene sia parte dello scopo di un fotografo naturalista provare piacere nell’aver fatto una bella foto, spero che anche la nostra comunità cominci ad usare di più la bellezza delle immagini per raccontare delle storie, per documentare la natura e per contribuire a difenderla.

Le ali della libertà

Diciamo la verità, io ho sempre sognato di avere un paio di ali. Ho sempre desiderato avere la capacità di librarmi nell’aria, di guardare le cose da prospettive diverse e di poter scavalcare ostacoli insormontabili per arrivare sempre più lontano.

Non essendo dotato però di ali “fisiche” cerco di compensare questa mancanza cercando di coltivare le mie ali “virtuali” della creatività, cercando di trovare immagini originali, che siano belle da vedere e che possano trasmettere emozioni, per me stesso e per chi le guarda.

Delle centinaia di foto che ho catturato ieri a Viareggio, questa è una di quelle che più mi sembra ricadere in questa categoria. Una bellissima sula, pronta a tuffarsi su un pesce che ha avvistato, ma con un po’ di contesto: il mare calmo e la luce del primo mattino che comincia a filtrare dalle nuvole che hanno accompagnato la prima parte del nostro viaggio. Uno sguardo fiero, concentrato e determinato, perché quel pesce lo deve contendere con decine di gabbiani comuni e reali e con le altre sule che sono comparse sulla scena. In natura non ci sono pasti gratis, ogni giorno è una conquista e una sfida… un concetto che dovremmo ricordare anche noi, che spesso abbiamo una vita leggermente meno complicata, nonostante le nostre lamentele per le beghe quotidiane che dobbiamo affrontare.

Spero che questa foto vi possa trasmettere almeno un centesimo dell’emozione che è stata per me assistere a questo spettacolo e fissarlo nel tempo.

Scorribande toscane

Il paesaggio non è decisamente il mio genere prediletto, ma ogni tanto qualche foto a degli scenari stupendi bisogna pur farla 🙂 Il bosco che si vede nelle immagini è parte di una tenuta di oltre 2000 ettari di proprietà della famiglia Salviati, visitato grazie all’accordo fatto da un fotografo locale, e si trova nella città di Migliarino in provincia di Pisa.

Si tratta di una zona che un tempo era occupata dal mare, poi riconquistata lentamente dal terreno, grazie al deposito di detriti. Rimane comunque una zona molto ricca d’acqua e facilmente allagata dalle esondazioni dei corsi fluviali circostanti, un vero paradiso per gli occhi 🙂

Le foto sono opera della Z6 che eccelle in questo genere grazie alla sua dimensione compatta e alla qualità stratosferica delle sue immagini.

Villetta Barrea, il borgo tra i cervi

Così recita un cartello posto all’ingresso di questo delizioso paesino abruzzese, e non potrebbe essere più vero. Basta circolare per le stradine della città per incontrare qualche cervo a passeggio, o meglio ancora recarsi nel vicinissimo bosco, per trovare queste splendide creature.

I cervi di Villetta sono in generale piuttosto confidenti con l’uomo e questo crea delle ottime opportunità fotografiche. In questo caso mi sono dilettato sia la mattina presto nel bosco, con l’ausilio della Nikon Z6 e con la sua alta tolleranza al rumore, sia più tardi, quando ormai la luce era alta, con la mia fidata Nikon D850.

Grazie al fatto di poter arrivare vicinissimo agli animali, ho potuto scattare dei meravigliosi ritratti a 46 megapixel, che non vedo l’ora di stampare in formato gigante e appendere sulla mia parete 🙂

Se vi capita di andare in Abruzzo vi consiglio fortemente una visita a questo boschetto, non potrete che rimanere incantati.

Nikon Z6, il mio ingresso nel mondo mirrorless

Dopo aver letto innumerevoli articoli e aver visto praticamente ogni video disponibile sulle nuove mirrorless Nikon, finalmente ho ceduto.
Non essendo ancora del tutto convinto da questo sistema non me la sono sentita di abbandonare la mia vecchia reflex, sostituendola con la sua omologa a 46 Megapixel, la Z7, ma le ho affiancato la più modesta Z6 che di megapixel ne ha “solo” 24 😉
Le mie prime impressioni sono assolutamente positive e ben al di là delle mie aspettative e quindi le ho riassunte in questo video, attenzione però sono ben 30 minuti quindi è davvero solo per fotografi interessati 😉

Such big shoes to fill

Una delle scene più belle a cui ho assistito nel mio ultimo viaggio in Florida. Mamma Gru con i due piccolini che esplorano il mondo curiosi, quasi chiedendole ad ogni passo se è saggio andare in quella direzione.

E’ davvero toccante osservare il nascere di una nuova vita, questi piccolini sono nati da pochissimo e non potranno volare prima di una quarantina di giorni, una grande sfida in una palude piena di pericoli, ma se ce la faranno diventeranno un giorno degli uccelli maestosi come la loro mamma, esplorando cieli infiniti con le loro ali possenti e la loro eleganza fuori dal comune.

Li guardo con un po’ di invidia, perché a dire la verità ho sempre sognato ali come quelle…

Fishing like crazy

Cari amici, questa è un’altra delle foto che raccolgono un po’ l’essenza di come funziona il mondo, sia per i pennuti che per i fotografi… con una decisa difficoltà in più per i primi.

Questa foto è stata scattata nel luogo in cui un lungo canale si incontra con l’oceano, dove i falchi pescatori amano andare a caccia, nell’esatto punto in cui le due masse d’acqua si incontrano. La tecnica di caccia è molto faticosa, perché il falco volteggia a 20/30 metri di altezza e quando individua un pesce vicino alla superficie si lancia in picchiata, e può prenderlo immergendo le sole zampe nell’acqua, o addirittura tuffarsi completamente e prenderlo sott’acqua.

Ora immaginate quanti tentativi possano essere necessari per prendere un pesce, specialmente per un falco giovane che ancora deve fare esperienza, e immaginate quanto possa essere faticoso per questo animale riemergere dall’acqua impetuosa, sollevarsi e spiccare il volo, completamente bagnato e con un pesce che non sempre è così piccolo come questo, ma a volte può pesare anche più di lui. Senza contare che molto spesso il pesce dimenandosi può cadere, oppure un altro falco o un’aquila possono cacciarlo via o tentare di rubarglielo.

Vederli faticare così tanto per procurarsi da vivere mostra quanto in natura sia complicato sopravvivere per gli animali, anche senza la nostra presenza, se poi ci mettete il danno che facciamo noi diventa un mondo ancora più complicato. Senza scomodare il global warming e l’inquinamento, in questo specifico tratto di mare per esempio è pieno di imbarcazioni che passano, nonché di gente che scorrazza tutto il giorno su moto d’acqua, surf e altre diavolerie e di pescatori che, incuranti di quello che fanno, abbandonano esche e fili da pesca pericolosissimi per gli animali.

La difficoltà invece per il fotografo, invero molto meno drammatica, è che per cogliere da vicino un momento di caccia come questo bisogna essere persistenti e fortunati. Sono andato per ben tre pomeriggi di fila in questa location, restando per cinque ore sotto al sole cocente ad ogni tentativo, e solo una volta il falco ha pescato nel posto giusto, ovvero a 20/30 metri da me, invece che in mare aperto, con il sole alle mie spalle, ed è riemerso dall’acqua passando davanti al posto in cui ero io, anziché volare controvento nella direzione opposta come aveva fatto tutte le altre volte. Per ragioni aerodinamiche infatti gli uccelli (così come gli aerei) decollano con il vento contro e sfortuna ha voluto che il vento tirasse sempre dall’oceano verso l’interno… nonostante l’unica occasione qualche foto decente sono riuscito a farla, questa è una delle mie preferite, sebbene non esattamente quella che avrei voluto 😉