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Focus stacking in camera con la D850

La D850 ha una qualità di immagine davvero impressionante, e nel complesso risulta essere una macchina davvero potente e versatile. Per esplorare un po’ le sue potenzialità, ieri mi sono divertito ad utilizzare la funzione di Focus Stacking in camera, che Nikon ha chiamato “Focus shifting”.

In sostanza si mette a fuoco sulla parte più vicina di un elemento e poi si imposta un numero di scatti e un intervallo di messa a fuoco e la macchina scatta automaticamente spostando la messa a fuoco. Il risultato sono una serie di immagini in ciascuna delle quali è a fuoco una diversa porzione del soggetto e quindi ricombinabili poi con un apposito software di Focus Stacking per ottenere una foto completamente a fuoco.

Questa tecnica è particolarmente utile quando si fa foto macro, dove l’ingrandimento spinto di un soggetto molto piccolo, come una mosca per esempio, fa sì che sia fuoco solo qualche mm con un solo scatto e quindi si rende necessario l’utilizzo di questa tecnica. Il focus stacking però può essere utilizzato anche nel paesaggio, sfruttandolo per avere una foto in cui sia a fuoco tutto, dal primo piano all’infinito.

Naturalmente si può fare focus stacking con l’ausilio di slitte micrometriche manuali o automatiche, ma averlo in camera rende tutto molto più semplice e veloce, riducendo anche a zero il rischio di micromosso, perché non si tocca la fotocamera, che può anche essere anche impostata per l’utilizzo dell’otturatore elettronico e dello scatto silenzioso.

La foto di copertina è stata scattata con un obiettivo macro da 60mm, f7.1, esposizione 4″, combinando i 10 scatti prodotti dalla D850 con Helicon Focus.

Quanto è importante saper sviluppare le foto che si fanno?

Quanto è importante saper sviluppare le foto che si fanno? Forse molti non sanno che le foto a pellicola subivano diversi processi di manipolazione, non dissimili da quelli che si fanno oggi con i software di gestione delle immagini, oppure che fa direttamente la macchina fotografica se scattiamo in JPEG.

Personalmente preferisco scattare le foto in formato RAW, così da avere il massimo delle informazioni di luce e poi di solito mi limito ad un processamento in Lightroom, qualche volta però mi piace lavorare su immagini che trovo particolarmente interessanti anche con Photoshop. Continua a leggere

Metodi economici per avvicinarsi alla macro

Ok, lo dico subito, il titolo è una menzogna nel mio caso, nel senso che io mi sono avvicinato a questa tecnica dopo aver già speso i soldi, ma in realtà è un buon modo per provare a fare macro senza dover comprare obiettivi dedicati, anzi riciclando magari vecchie attrezzature.

Forse non molti sanno, al di fuori del mondo macro, che un normale obiettivo, per esempio il classico 50mm, si può montare invertito sulla macchina fotografica, tramite uno speciale anello adattatore, e che questo posizionamento invertito dona all’ottica una maggiore capacità di ingrandimento, trasformando obiettivi normali in obiettivi con rapporto di riproduzione 1:1 o superiori, quindi come un’ottica macro, se non di più, al costo di 10 euro circa (per l’anello di inversione). Continua a leggere

Attrezzatura utile per le macro: i tubi di prolunga

Quando ci si avvicina alla fotografia macro, una delle cose che si scopre molto presto è che l’ingrandimento 1:1 degli obiettivi macro spesso non è sufficiente a riempire completamente la foto.

Il rapporto di riproduzione 1:1 significa che l’obiettivo ci consente di mettere a fuoco da una distanza piccola, tale che l’oggetto viene riprodotto sul sensore della sua dimensione reale. Se abbiamo una macchina full frame però questo ingrandimento non è grandissimo, infatti un sensore di questo tipo misura tipicamente 36x24mm, per cui se prendiamo una mosca di 15mm, l’ingrandimento 1:1 non basterà nemmeno a riempire metà del fotogramma. Continua a leggere

Andare oltre la tecnica e sperimentare

Cari amici, condivido con voi una piccola esperienza che ho fatto nel mondo macro, ma che credo sia estendibile a qualunque genere fotografico.

Qualche giorno fa stavo facendo una delle mie consuete sessioni di macro mattutine, che di solito in questa stagione si concludono poco dopo il sorgere del sole, perché le temperature sono calde e gli insetti tendono a volare abbastanza presto. Nonostante fosse già piuttosto tardi mi stavo intrattenendo con una farfalla, facendo delle prove per studiare bene il parallelismo, ovvero il posizionarsi il più possibile paralleli al soggetto per ottenerne la massima porzione possibile a fuoco. La mia amica era già abbastanza reattiva e cominciava a muovere le antenne e le ali, quindi un po’ svogliatamente stavo per smontare tutto, quando un raggio di sole è filtrato dal tronco davanti al quale mi trovavo, illuminando debolmente le ali da dietro. Continua a leggere

Macro più spinta, tubi di prolunga e, direttamente da un’altra era, il soffietto

Diciamo la verità, quando si comincia ad avere un po’ di confidenza cona la foto macro, il desiderio di ingrandire tanto i nostri soggetti può prendere la mano. In realtà il nostro scopo non è quello di usare un microscopio per far diventare una mosca grande quanto un elefante, però vedere bene gli occhi composti e grandi come tutta la foto è un desiderio comprensibile 😉

Per superare il rapporto di riproduzione 1:1 del normale obiettivo macro, esistono varie soluzioni, di cui quella che io utilizzo di più è i “tubi di prolunga”. I tubi di prolunga sono dei semplici tubi che distanziano l’obiettivo dal piano del sensore e consentono di aumentare il rapporto di riproduzione. Personalmente ho acquistato i tubi Kenko DG per Nikon che sono ottimi e costano una cifra ragionevole e che, tra gli altri vantaggi, portano anche i contatti elettrici alla macchina, consentendo di usare agevolmente i suoi automatismi. L’ingrandimento che riesco a ottenere con tutti i 68mm dei tubi, misurato riproducendo un righello, è di 2.5:1 che non è affatto male e consente anche un minimo  di ambientazione della macro. Continua a leggere

Photoseiki… “la slitta micrometrica”

Cari amici, diciamo la verità, fare foto macro è una vera passione, considerando che bisogna alzarsi molto presto al mattino, cercare soggetti da fotografare che non sempre amano i ritratti e sperare che le condizioni meteo non siano avverse, come per esempio un vento da 35 nodi che sposta il cavalletto con te attaccato 😉

Tutti gli strumenti ben fatti che ci sono di ausilio sono quindi i benvenuti e tra loro sicuramente ha un posto d’onore la mia nuova slitta micrometrica PhotoseikiLa slitta micrometrica è uno strumento praticamente essenziale se si vuole fare della macro un po’ più spinta, con rapporti di ingrandimento maggiori di 1:1, in questi casi infatti la profondità di campo è di pochi mm ed è praticamente impossibile mettere a fuoco l’intero soggetto con un unico scatto e la slitta consente di muovere la macchina fotografica in passi di pochi mm, in modo da poter mettere a fuoco ogni volta una porzione di soggetto per poi ricombinare le foto con la tecnica del Focus stacking. Continua a leggere

Nikon 200-500 il mio primo super zoom, impressioni d’uso a caldo

Fotografare gli animali è la mia passione e ho sempre sognato di avere un obiettivo molto lungo per poterli raggiungere senza rompere loro le scatole, ma quando mi sono documentato sull’argomento ho capito che gli zoom fissi usati dai fotografi naturalisti seri sono praticamente inavvicinabili, con prezzi dai 6.000 e fino a 20.000 Euro.

Ho scoperto però che esistono alcuni super zoom sul mercato che hanno comunque un’ottima qualità e che hanno prezzi molto più vicini a quelli che un comune mortale, con grande sacrificio, si può permettere.

Naturalmente questi zoom non hanno la stessa qualità dei fissi molto più costosi, che in generale hanno una definizione dell’immagine maggiore e, soprattutto, sono molto più luminosi, il che vuol dire che si può scattare una fato ad un animale in movimento con un tempo di esposizione molto veloce e mantenendo relativamente più bassi gli ISO. Continua a leggere