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Andare oltre la tecnica e sperimentare

Cari amici, condivido con voi una piccola esperienza che ho fatto nel mondo macro, ma che credo sia estendibile a qualunque genere fotografico.

Qualche giorno fa stavo facendo una delle mie consuete sessioni di macro mattutine, che di solito in questa stagione si concludono poco dopo il sorgere del sole, perché le temperature sono calde e gli insetti tendono a volare abbastanza presto. Nonostante fosse già piuttosto tardi mi stavo intrattenendo con una farfalla, facendo delle prove per studiare bene il parallelismo, ovvero il posizionarsi il più possibile paralleli al soggetto per ottenerne la massima porzione possibile a fuoco. La mia amica era già abbastanza reattiva e cominciava a muovere le antenne e le ali, quindi un po’ svogliatamente stavo per smontare tutto, quando un raggio di sole è filtrato dal tronco davanti al quale mi trovavo, illuminando debolmente le ali da dietro. Continua a leggere

Il plamp, recensione più approfondita dopo averlo usato sul serio

Cari amici, ho già descritto il plamp in un articolo precedente, in cui spiegavo cos’è e perché è utile nella macro fotografia, dopo averlo provato un po’ più a fondo ecco una recensione più dettagliata, che non solo conferma le mie impressioni, ma che addirittura mi ha spinto a comprarne un altro.

Appena comprato il plamp ho fatto quello che potevo, ovvero l’ho attaccato al cavalletto su cui si trova la slitta micrometrica (e la macchina fotografica ovviamente) ed ho cercato di usarlo per sostenere piccoli rametti e foglie su cui si trovavano i miei amici piccoli modelli da fotografare. Mi sono reso conto però già dai primi scatti che questa soluzione non è praticabile, perché ogni volta che si tocca la ghiera della slitta per farla avanzare si fa vibrare la macchina e il cavalletto e quindi si trasmette il movimento al plamp e si fa oscillare il soggetto. Continua a leggere

Attrezzatura indispensabile per le macro: Il plamp.

La fotografia macro è un genere molto affascinante, ma non privo di sfide. Ingrandire soggetti molto piccoli, avvicinandosi con l’obiettivo a pochi centimetri, non è proprio semplicissimo. Insetti e piccoli animali tendono ovviamente a scappare e quindi bisogna cercare di fotografarli soprattutto la mattina molto presto, quando ancora sono infreddoliti e bagnati dalla rugiada e quindi sono quasi sempre immobili.

Anche se il soggetto è fermo bisogna tenere presente che, avvicinandosi molto, la profondità di campo è ridottissima e quindi mettere a fuoco per intero è difficile e a volte addirittura impossibile. Per questo motivo di solito si usano diaframmi molto chiudi da f8 a f16. Con diaframmi molto chiusi ovviamente i tempi si allungano e va da sé che anche un alito di vento può rovinare la foto. Continua a leggere