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Grizzly a pesca

Cari amici, ecco una delle foto preferite tratte dal mio ultimo viaggio in British Columbia, alla ricerca di orsi e balene.
Qualche amico mi ha chiesto con cosa è stata fatta la foto e se servono attrezzature super costose per fare foto del genere, così ne approfitto per dire il mio piccolo pensiero sull’argomento.
 
La foto è stata scattata con una Nikon D850, che effettivamente è una macchina costosa, ma con un obiettivo Nikon 200-500 che invece è considerato un obiettivo “consumer” e che ha costi infinitamente più bassi di un fisso di qualità che sfiora e a volte supera i 10.000 euro, contro i 1.500 del mio.
 
Con me c’erano molte persone che cercavano di fotografare l’orso con il cellulare (specialmente giapponesi per la verità) e ovviamente non è lo strumento migliore. Ma in queste situazioni qualunque reflex o mirrorless con un obiettivo da almeno 300/400 mm avrebbe dato un buon risultato, con una qualità finale della foto che ovviamente cambia con la qualità della macchina e dell’obiettivo.
 
Quindi la risposta è che non serve spendere 20.000 euro di attrezzature per fare le foto, certo se li si spende le foto saranno un pochino migliori, ma spesso il “migliore” si vede solo ingrandendole al 400% sul computer e quindi si può iniziare tranquillamente anche con cose molto modeste.
 
Quello che è necessario invece è fare dei sacrifici per poter essere nelle situazioni giuste. Questo orso si trova qui perché in British Columbia (Canada) ci sono i salmoni che risalgono i fiumi e quindi i nativi sanno che in questo periodo si possono trovare. La stagione quest’anno non è probabilmente delle migliori, per cui ne abbiamo visti relativamente pochi di orsi, ma comunque è stato necessario fare: 14 ore di volo per arrivare in Canada, 1000 Km in macchina per arrivare in una piccola città del nord, 25 minuti di Idrovolante per arrivare in questa località sperduta, un tragitto in barca per arrivare vicino al fiume e ore di paziente attesa per aspettare l’eventuale passaggio dell’orso.
 
In questo specifico caso di orso ne è venuto solo uno, e ha pescato una sola volta, per cui la capacità di cogliere il momento è decisiva e questo si acquisisce non comprando attrezzatura costosa, ma utilizzando la propria e conoscendola alla perfezione, per non perdere il momento. Nonché ovviamente capire in anticipo cosa sta per accadere, per esempio in questo caso conoscere la tecnica di pesca di un grizzly e sapere quando sta per fare quello che ha fatto qui.
 
Questa foto è scattata con la macchina su un monopiede, per cercare di poter abbassare il tempo di scatto al massimo, è a 1/640s perché meno di quello con i 46megapixel della D850 il micro mosso è quasi inevitabile, ed è scattata a f7.1, perché purtroppo il mio obiettivo non è un mostro di definizione e in questo modo si recupera un bel po’ di nitidezza, rispetto alla sua apertura massima di f5.6. Inoltre c’è una compensazione dell’esposizione di 1 stop, perché l’orso è scuro rispetto al resto del paesaggio. Il risultato è una foto a 1800 ISO, che per la D850 sono un valore piuttosto accettabile.
 
Il post-processamento è stato fatto con un passaggio in un software che si chiama DXO Photolab, per incrementare il microcontrasto ed eliminare il poco rumore, e il resto semplicemente in Lightroom, variando contrasto, luci, ombre e vari altri parametri per ricreare quello che più o meno vedeva l’occhio in quel momento, più un bel po’ di crop perché l’orso era ad almeno 30/40 metri di distanza, diciamo che più o meno con il crop effettuato è come se fosse stata scattata con un 800/900 mm equivalente. No Photoshop, no ritocchi di altro genere.
 
Ne ho anche di molto più vicine di foto, perché l’orso è passato sotto di noi, e si è fermato diverse volte anche a 10 metri, ma ovviamente non si può scegliere dove lui decide di cacciare, così mi accontento di aver conservato 11/12 megapixel di una foto che mi piace molto, e che posso stampare anche 50×70 con questa risoluzione, senza problemi.
 
Se avessi avuto un obiettivo da 800mm da 15.000 euro sarebbe venuta meglio? Sicuramente sì, il microcontrasto sarebbe stato fantastico, non averei avuto bisogno di togliere il rumore perché a f5.6 sarebbe stata nitidissima e magari sarebbe venuta a 800 ISO, e magari avrei conservato 25/30 megapixel, anziché 12… in compenso però avrei dovuto portare 5/6 Kg di obiettivo invece di 2.3 e spendere 15.000 euro invece di 1.500… mi piacerebbe comprarlo comunque se potessi? Sì, magari non 800mm, ma un 500 fisso o magari lo strepitoso 180-400 con moltiplicatore incorporato, che costa comunque appena 11.800 euro 😉
 
Ma il messaggio è che, al di là del fatto che noi fotografi amiamo comprare attrezzature, perché siamo bambini mai cresciuti, le foto si possono fare con le attrezzature più disparate, purché ci si alleni tanto per essere preparati, si conosca cosa fanno gli animali a cui ci si approccia e si abbia la volontà di fare sacrifici per arrivarci vicino.
 
All’altra obiezione che è costoso andare in Canada per cercare gli orsi, rispondo che è vero, e che io lo faccio sacrificando molte altre cose che non compro, ma che si può fare anche molto più vicino, per esempio in Abruzzo, in Slovenia, in Finlandia, dove magari non ci sono i salmoni, ma ci sono tante altre situazioni interessanti e addirittura ci sono capanni attrezzati da cui gli orsi si vedono anche a 10 metri… fermo restando tutti gli altri sacrifici di di cui sopra 😉
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I am blue

Durante il mio ultimo viaggio a Yellowstone ho avuto modo di vedere e fotografare tantissimi animali, ma questo piccolo uccellino mi è rimasto nel cuore. Si chiama Mountain Bluebird ed è una delizia per gli occhi, nonché molto simpatico e sfrontato, qui chiedeva a gran voce un supporto per fare una colazione migliore 😉 Continua a leggere

Il rumore nella fotografia naturalistica, come sopportarlo al meglio

Diciamo la verità, a chi non piacciono le foto super nitide a 100 ISO? Eppure se si pratica la fotografia naturalistica spesso si è ben lontani da queste sensibilità ISO, complici una serie di fattori: Continua a leggere

Esperimenti paesaggistici…

Una delle poche foto fatte qualche sera fa ai Pratoni del Vivaro, con un cielo decisamente eccezionale, stavolta però, oltre alla foto completa, voglio postare anche dare una brevissima illustrazione di come è realizzata.

Mi trovato ai Pratoni e c’era un cielo davvero bello, per cui ho pensato di voler ottenere un’immagine d’impatto, ma ovviamente, come tutti i paesaggisti sanno, è impossibile per un sensore catturare l’intera gamma dinamica della scena, per cui sapevo di dover combinare più esposizioni. Non avendo con me un cavalletto ho impostato la macchina per scattare 5 immagini in sequenza ad uno stop di distanza l’una dall’altra (bracketing). Continua a leggere

Quanto è importante saper sviluppare le foto che si fanno?

Quanto è importante saper sviluppare le foto che si fanno? Forse molti non sanno che le foto a pellicola subivano diversi processi di manipolazione, non dissimili da quelli che si fanno oggi con i software di gestione delle immagini, oppure che fa direttamente la macchina fotografica se scattiamo in JPEG.

Personalmente preferisco scattare le foto in formato RAW, così da avere il massimo delle informazioni di luce e poi di solito mi limito ad un processamento in Lightroom, qualche volta però mi piace lavorare su immagini che trovo particolarmente interessanti anche con Photoshop. Continua a leggere

Pratoni del Vivaro, winter moments

Cari amici, l’inverno qui da noi non è mai molto rigido, ma quest’anno sta facendo un po’ più freddo e ai Pratoni del Vivaro, anche se non molto distante dalla città, il clima è decisamente più rigido. Una buona occasione per vedere qualche spruzzo di neve, giocare con il ghiaccio e rincorrere il mio amico Gheppio, anzi i miei amici perché ce ne sono almeno tre.

Ho ancora molto da fare per perfezionare la mia capacità di usare il 200-500 su uccelli in volo, ma finalmente ho realizzato anche qualche scatto in movimento 🙂 Continua a leggere

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Riduzione selettiva del rumore

Dopo averlo pensato per molto tempo, finalmente ci ho provato sul serio e ho fatto il mio primo video tutorial, scegliendo una tecnica che uso spesso per ridurre il rumore delle foto digitali in maniera selettiva, applicando un trattamento molto forte sullo sfondo, dove generalmente la grana è più evidente e molto meno marcato sul soggetto, per non perdere dettagli.

Generalmente il post processamento delle mie foto è all’interno di Lightroom, ma per qualche immagine che voglio rifinire per bene mi diverto ad applicare questa tecnica con Photoshop, in particolare per foto naturalistiche dove solitamente il tempo di scatto è elevato per fissare i soggetti, il diaframma non è proprio tutto aperto per avere una sufficiente profondità di campo, e quindi di conseguenza gli ISO salgono. Continua a leggere