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La post produzione è un imbroglio?

Il podcast è un po’ lungo e in Inglese, ma se vi piace la fotografia e se vi chiedete fino a che punto sia lecito spingersi nell’editare le proprie foto, è una discussione interessante; specialmente perché ci sono alcuni esempi di foto di 100 anni fa che sono totalmente fake, ma che tutti prendiamo per buone, perché la post produzione è molto più antica di Photoshop Continua a leggere

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Editando piano piano…

Prosegue con una certa lentezza la post produzione delle foto della Florida, questa di oggi è una delle più “colorate”, si tratta di una Purple Gallinule, un uccello dai colori così sgargianti che si potrebbe guardarlo per ore. E’ molto simile alla nostra gallinella d’acqua, che però è nera, chissà perché molti uccelli della Florida sono la versione più colorata dei nostri 😉 Continua a leggere

Il rumore nella fotografia naturalistica, come sopportarlo al meglio

Diciamo la verità, a chi non piacciono le foto super nitide a 100 ISO? Eppure se si pratica la fotografia naturalistica spesso si è ben lontani da queste sensibilità ISO, complici una serie di fattori: Continua a leggere

Esperimenti paesaggistici…

Una delle poche foto fatte qualche sera fa ai Pratoni del Vivaro, con un cielo decisamente eccezionale, stavolta però, oltre alla foto completa, voglio postare anche dare una brevissima illustrazione di come è realizzata.

Mi trovato ai Pratoni e c’era un cielo davvero bello, per cui ho pensato di voler ottenere un’immagine d’impatto, ma ovviamente, come tutti i paesaggisti sanno, è impossibile per un sensore catturare l’intera gamma dinamica della scena, per cui sapevo di dover combinare più esposizioni. Non avendo con me un cavalletto ho impostato la macchina per scattare 5 immagini in sequenza ad uno stop di distanza l’una dall’altra (bracketing). Continua a leggere

Quanto è importante saper sviluppare le foto che si fanno?

Quanto è importante saper sviluppare le foto che si fanno? Forse molti non sanno che le foto a pellicola subivano diversi processi di manipolazione, non dissimili da quelli che si fanno oggi con i software di gestione delle immagini, oppure che fa direttamente la macchina fotografica se scattiamo in JPEG.

Personalmente preferisco scattare le foto in formato RAW, così da avere il massimo delle informazioni di luce e poi di solito mi limito ad un processamento in Lightroom, qualche volta però mi piace lavorare su immagini che trovo particolarmente interessanti anche con Photoshop. Continua a leggere

Lightroom all’ennesima potenza

No so voi, ma io non sono un super fan della post-produzione. Pur riconoscendo il ruolo primario che riveste nel creare foto di impatto, non mi piace spendere ore e ore a cercare di trasformare una foto in una cosa che non è, ragione per la quale il 90% dei miei post-processamenti avviene all’interno di Adobe Lightroom, invece che in Adobe Photoshop.

Lightroom è uno strumento molto potente e offre, almeno nelle versioni più recenti, un gran numero di funzioni che risolvono davvero moltissime problematiche. Vi posto due link, uno con tutte le scorciatoie da tastiera, che rendono molto più veloce il passaggio da un modulo all’altro, senza dover utilizzare il mouse, e un altro link invece che spiega in dettaglio come utilizzare le funzioni di Lightroom per creare un file HDR, combinando esposizioni multiple direttamente da questo software e senza l’utilizzo di moduli esterni. Continua a leggere

Il plamp, recensione più approfondita dopo averlo usato sul serio

Cari amici, ho già descritto il plamp in un articolo precedente, in cui spiegavo cos’è e perché è utile nella macro fotografia, dopo averlo provato un po’ più a fondo ecco una recensione più dettagliata, che non solo conferma le mie impressioni, ma che addirittura mi ha spinto a comprarne un altro.

Appena comprato il plamp ho fatto quello che potevo, ovvero l’ho attaccato al cavalletto su cui si trova la slitta micrometrica (e la macchina fotografica ovviamente) ed ho cercato di usarlo per sostenere piccoli rametti e foglie su cui si trovavano i miei amici piccoli modelli da fotografare. Mi sono reso conto però già dai primi scatti che questa soluzione non è praticabile, perché ogni volta che si tocca la ghiera della slitta per farla avanzare si fa vibrare la macchina e il cavalletto e quindi si trasmette il movimento al plamp e si fa oscillare il soggetto. Continua a leggere

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Riduzione selettiva del rumore

Dopo averlo pensato per molto tempo, finalmente ci ho provato sul serio e ho fatto il mio primo video tutorial, scegliendo una tecnica che uso spesso per ridurre il rumore delle foto digitali in maniera selettiva, applicando un trattamento molto forte sullo sfondo, dove generalmente la grana è più evidente e molto meno marcato sul soggetto, per non perdere dettagli.

Generalmente il post processamento delle mie foto è all’interno di Lightroom, ma per qualche immagine che voglio rifinire per bene mi diverto ad applicare questa tecnica con Photoshop, in particolare per foto naturalistiche dove solitamente il tempo di scatto è elevato per fissare i soggetti, il diaframma non è proprio tutto aperto per avere una sufficiente profondità di campo, e quindi di conseguenza gli ISO salgono. Continua a leggere