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Un’altra foto del mio amico porciglione Ignazio è stata appena sfornata 🙂
 
Un piccolo “inside look” al processo di post produzione di una foto. La prima foto è quella elaborata, la seconda il file RAW originale.
 
Nella foto RAW il sensore cattura tutta la luce presente sulla scena, restituendo un file piuttosto piatto, ma ricco di informazioni. Processando la foto, nel mio caso prima in Lightroom e poi in Photoshop, cerco di ricostruire quello che il mio occhio vedeva sulla scena e che la macchina fotografia, seppur sofisticata non è in grado di riprodurre automaticamente.
 
Sempre per chi sostiene che le foto vanno scattate in JPG e non elaborate, in realtà se si scatta in JPG il processo di elaborazione lo fa la macchina al posto nostro, le foto “naturali” semplicemente non esistono. Il processo di post produzione si faceva anche con la pellicola, sebbene le tecniche fossero ovviamente di tipo fisico e non digitale.
 
Ovviamente ciascuno sceglie i limiti oltre i quali non vuole spingersi, per me le foto troppo manipolate non sono il massimo, a volte rimuovo qualche rametto che era impossibile non avere nella scena originale, ma è il massimo del foto ritocco, il resto sono gestione delle ombre, della luce e dei toni.
 
Come potete vedere la differenza tra i due file non è enorme, ma è significativa e quello elaborato è più o meno quello che io vedevo appena dopo il sorgere del sole e con la luce calda e morbida del mattino. Naturalmente non credo ci sia un modo giusto o sbagliato di elaborare le proprie foto, ciascuno crea un proprio metodo che poi in qualche modo diventa il suo marchio di fabbrica.

Il podcast è un po’ lungo e in Inglese, ma se vi piace la fotografia e se vi chiedete fino a che punto sia lecito spingersi nell’editare le proprie foto, è una discussione interessante; specialmente perché ci sono alcuni esempi di foto di 100 anni fa che sono totalmente fake, ma che tutti prendiamo per buone, perché la post produzione è molto più antica di Photoshop Continua a leggere

No so voi, ma io non sono un super fan della post-produzione. Pur riconoscendo il ruolo primario che riveste nel creare foto di impatto, non mi piace spendere ore e ore a cercare di trasformare una foto in una cosa che non è, ragione per la quale il 90% dei miei post-processamenti avviene all’interno di Adobe Lightroom, invece che in Adobe Photoshop.

Lightroom è uno strumento molto potente e offre, almeno nelle versioni più recenti, un gran numero di funzioni che risolvono davvero moltissime problematiche. Vi posto due link, uno con tutte le scorciatoie da tastiera, che rendono molto più veloce il passaggio da un modulo all’altro, senza dover utilizzare il mouse, e un altro link invece che spiega in dettaglio come utilizzare le funzioni di Lightroom per creare un file HDR, combinando esposizioni multiple direttamente da questo software e senza l’utilizzo di moduli esterni. Continua a leggere