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I sogni nel cassetto

Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.
(Steve Jobs)

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Quanto è importante saper sviluppare le foto che si fanno?

Quanto è importante saper sviluppare le foto che si fanno? Forse molti non sanno che le foto a pellicola subivano diversi processi di manipolazione, non dissimili da quelli che si fanno oggi con i software di gestione delle immagini, oppure che fa direttamente la macchina fotografica se scattiamo in JPEG.

Personalmente preferisco scattare le foto in formato RAW, così da avere il massimo delle informazioni di luce e poi di solito mi limito ad un processamento in Lightroom, qualche volta però mi piace lavorare su immagini che trovo particolarmente interessanti anche con Photoshop. Continua a leggere

Metodi economici per avvicinarsi alla macro

Ok, lo dico subito, il titolo è una menzogna nel mio caso, nel senso che io mi sono avvicinato a questa tecnica dopo aver già speso i soldi, ma in realtà è un buon modo per provare a fare macro senza dover comprare obiettivi dedicati, anzi riciclando magari vecchie attrezzature.

Forse non molti sanno, al di fuori del mondo macro, che un normale obiettivo, per esempio il classico 50mm, si può montare invertito sulla macchina fotografica, tramite uno speciale anello adattatore, e che questo posizionamento invertito dona all’ottica una maggiore capacità di ingrandimento, trasformando obiettivi normali in obiettivi con rapporto di riproduzione 1:1 o superiori, quindi come un’ottica macro, se non di più, al costo di 10 euro circa (per l’anello di inversione). Continua a leggere

Macro più spinta, tubi di prolunga e, direttamente da un’altra era, il soffietto

Diciamo la verità, quando si comincia ad avere un po’ di confidenza cona la foto macro, il desiderio di ingrandire tanto i nostri soggetti può prendere la mano. In realtà il nostro scopo non è quello di usare un microscopio per far diventare una mosca grande quanto un elefante, però vedere bene gli occhi composti e grandi come tutta la foto è un desiderio comprensibile 😉

Per superare il rapporto di riproduzione 1:1 del normale obiettivo macro, esistono varie soluzioni, di cui quella che io utilizzo di più è i “tubi di prolunga”. I tubi di prolunga sono dei semplici tubi che distanziano l’obiettivo dal piano del sensore e consentono di aumentare il rapporto di riproduzione. Personalmente ho acquistato i tubi Kenko DG per Nikon che sono ottimi e costano una cifra ragionevole e che, tra gli altri vantaggi, portano anche i contatti elettrici alla macchina, consentendo di usare agevolmente i suoi automatismi. L’ingrandimento che riesco a ottenere con tutti i 68mm dei tubi, misurato riproducendo un righello, è di 2.5:1 che non è affatto male e consente anche un minimo  di ambientazione della macro. Continua a leggere

Foto creative? L’effetto Orton a volte può essere interessante

Quando si è preso confidenza con il proprio mezzo fotografico credo sia naturale cercare di sperimentare anche un po’, ottenendo magari qualche effetto particolare in post-produzione.

Personalmente non sono un grandissimo fan dell’elaborazione, ma ci sono alcune cose che effettivamente sono carine e semplici da realizzare, una di queste è l’effetto Orton. Continua a leggere

Nikon 200-500 impressioni dopo un po’ di utilizzo

Dopo aver utilizzato il 200-500 per un po’ di scatti mi sono fatto un’idea più approfondita di questo obiettivo, che comunque continuo a considerare fantastico, almeno per il mio livello.

L’obiettivo è pesante, inutile negarlo, si può portare in mano, io lo tengo quasi sempre per l’aggancio del cavalletto, ma dopo un po’ di tempo la sua mole si fa sentire. A parte questo però di difetti evidenti non ne ha, provo qui a riepilogare le mie impressioni sulle principali caratteristiche (non mi piacciono i termini: pregio e difetto…): Continua a leggere

La via lattea in pochi “semplici passi”…

Cari amici, fotografare le stelle è sempre stato un mio sogno e finalmente quest’anno ho messo insieme l’attrezzatura necessaria per fare una foto decente e la buona notizia è che non bisogna poi spendere così tanto 😉 Continua a leggere

Come si sviluppa una fotografia digitale e soprattutto è una specie di imbroglio?

Questo articolo prende spunto da una domanda che mi hanno fatto più volte quando mi capita di postare foto come quella qui sopra, ovvero:

Ma è fatta con Photoshop?

Più in generale c’è l’idea diffusa, specialmente tra chi non si occupa di fotografia, che le immagini debbano essere prese così come escono dalla fotocamera, perché altrimenti la loro “lavorazione”, costituisce in qualche modo un imbroglio, vorrei contribuire con questo articolo a dare un’opinione diversa e leggermente più ampia, per chiarire cos’è una foto digitale e le sue differenze con una foto su pellicola. Come sempre le opinioni espresse in questo articolo sono le mie personali e, seppur condivise da una certa percentuale di colleghi, potrebbero non coincidere con quelle di altri fotografi, trattandosi di un’arte creativa ciascuno sviluppa i propri metodi e le proprie idee riguardo alle metodologie di lavoro più efficaci. Continua a leggere