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Corrieri e dintorni… incursione nell’area naturalistica di Torre Flavia

Come anticipato nel video Facebook di questa mattina ecco la foto del mio amico Corriere Piccolo. 

Sveglia alle 5.00 e faticosa ricerca sulla spiaggia di Torre Flavia. Molti quando vedono queste foto mi chiedono con cosa io le faccia, oppure quando mi vedono in giro mi fermano a chiedermi che teleobiettivo uso, ma la verità è che per fare foto così occorre una grande fatica, tanta perseveranza e non abbandonare il campo quando si è un po’ delusi, perché andando via sicuramente le occasioni si riducono a zero… restando magari salgono di qualche punto 😉 

La foto è un po’ più “ambientata” di come l’avrei fatta un tempo, perché questo uccellino è una specie minacciata, il cui successo riproduttivo è fortemente messo a rischio dalle azioni dell’uomo e sinceramente di rompergli le scatole più di tanto non mi andava. 

L’ho visto con la coda dell’occhio in una delle aree recintate sulla spiaggia, protette dal passaggio delle persone, perché usate come area di nidificazione. Mi sono seduto per terra e ho aspettato per vedere se avesse voglia di avvicinarsi, perché di solito i corrieri con cui ho avuto a che fare sono curiosi. Dopo qualche minuto di zompettamento più da lontano infatti si è avvicinato a distanza di sicurezza e mi ha osservato per bene da tutte le angolazioni, ha commentato sullo stato indecente dei miei capelli e poi ha deciso di tornare alle sue faccende 😉 

Le ali della libertà

Questa foto simboleggia per me la libertà, da tante persone agognata in questi giorni di forzata clausura. E’ stata scattata non molto tempo fa in un lago molto vicino a casa mia, e ritrae un gruppo di oche, probabilmente una volta domestiche, ma ormai stabilmente insediate in questo piccolo specchio d’acqua, che condividono con alcuni aironi, un cormorano e qualche altro uccello acquatico decisamente più timido di loro.

Ecco la vera libertà non è gratuita, non è donata, non è un diritto divino. La vera libertà è una conquista, interiore prima e sociale dopo. Uno stato mentale che si traduce in azioni che ci spingono verso la strada che vogliamo intraprendere. 

Personalmente non è la prima volta che vivo lunghi periodi in cui sento la mancanza della mia libertà e prendo questo momento con uno stimolo a non dimenticare mai di trarre il massimo dalle opportunità che mi vengono concesse, cercando di non sprecare nemmeno un momento del mio tempo.

Back button autofocus: cos’è e perché può migliorare molto il nostro modo di fotografare

In questo video parlo della tecnica chiamata Back Button Autofocus (o Back Button Focus), che è un sistema semplice ma utilissimo per migliorare la percentuale di successo delle nostre foto naturalistiche e di azione, ma che può essere usata con successo anche in tutti gli altri generi.

Qualcuno esprime delle critiche a questa metodologia, con l’avanzare delle macchine mirrorless e con i progressi della tecnologia, ma a mio parere è ancora uno strumento validissimo con il quale portare a casa un numero di scatti decisamente superiore.

 

Il migliore software di riduzione del rumore oggi sul mercato: Topaz Denoise AI

Cari amici, chi si occupa di foto naturalistica sa bene che il rumore digitale è un nemico sempre in agguato. Gli animali tendono ad essere più attivi la mattina presto e la sera tardi, momenti in cui la luce è poca e quindi gli ISO tendono a salire in modo consistente. Non a caso le macchine più usate dai professionisti di questo settore spesso hanno pochi megapixel e un’elevata tolleranza al rumore.

Oggigiorno però abbiamo a disposizione degli ottimi software che ci aiutano a gestire questa problematica, tra cui Topaz Denoise AI, che a mio parere è attualmente il migliore sul mercato. Sfruttando sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale, Topaz è in grado di determinare in maniera incredibilmente precisa qual è il rumore in una foto e dove rimuoverlo perdendo il minimo dettaglio possibile, dando come risultato delle foto incredibilmente pulite e nitide.

Intendiamoci, se la foto è terribile, con un soggetto minuscolo e sottoesposto, non vi potete aspettare miracoli. Se la foto però ha una buona base si possono ottenere risultati davvero incredibili. Qui sotto trovare un video in cui spiego brevemente cos’è il rumore e faccio vedere un esempio di utilizzo di Topaz Denoise.

Nikon 500PF: recensione dopo un anno di utilizzo

Cari amici, ormai è oltre un anno che utilizzo il Nikon 500PF e quindi ho pensato di farne una nuova recensione che magari può essere utile a chi è indeciso se comprarlo o meno. Ho cercato di sintetizzare nel video la mia esperienza, concentrandomi nell’evidenziare i (tanti) punti di forza e i (pochi) punti di debolezza di questa straordinaria lente.

Avrei voluto fare anche un articolo scritto, ma purtroppo ultimamente ho poco tempo a disposizione e quindi alla fine ho condensato tutto in un video che trovate qui sotto.

 

Un’esplosione di colore

Cari amici, oggi voglio condividere con voi una delle mie immagini preferite di sempre. 

Questo splendido uccello è una gru chiamata “Sandhill Crane”, un maestoso uccello alto quasi un metro e quaranta, che ho fotografato nelle paludi della Florida lo scorso anno. In questo manto erboso che vedete nella foto si celano predatori di ogni tipo, tra cui forse il più evidente è l’alligatore, che dopo un’iniziale periodo di adattamento diventa per chi cammina in quei posti un po’ come le pecore  nelle nostre campagne, per quanti se ne vedono in giro.

La gru depone delle uova che danno vita a dei piccolini non più alti di 20 centimetri, che hanno bisogno di ben 40 giorni per poter diventare maestosi come i loro genitori. Sembrano pochi rispetto al tempo che impiega un bambino a diventare adulto, ma in un mondo così pericoloso sono un’assoluta eternità. 

Eppure diventati adulti questi maestosi uccelli non possono che suscitare ammirazione, specialmente quando iniziano a correre e poi spiccano il volo, per librarsi ad altezze per noi solo immaginabili. La vita è difficile e in questi giorni anche molti umani se ne stanno rendendo conto. Il rispetto per tutte le creature viventi e per il pianeta che ci ospita assume forse ora connotati molto più profondi.

Quanto è importante saper sviluppare le foto che si fanno?

Quanto è importante saper sviluppare le foto che si fanno? Forse molti non sanno che le foto a pellicola subivano diversi processi di manipolazione, non dissimili da quelli che si fanno oggi con i software di gestione delle immagini, oppure che fa direttamente la macchina fotografica se scattiamo in JPEG.

Personalmente preferisco scattare le foto in formato RAW, così da avere il massimo delle informazioni di luce e poi di solito mi limito ad un processamento in Lightroom, qualche volta però mi piace lavorare su immagini che trovo particolarmente interessanti anche con Photoshop. Continua a leggere

Andare oltre la tecnica e sperimentare

Cari amici, condivido con voi una piccola esperienza che ho fatto nel mondo macro, ma che credo sia estendibile a qualunque genere fotografico.

Qualche giorno fa stavo facendo una delle mie consuete sessioni di macro mattutine, che di solito in questa stagione si concludono poco dopo il sorgere del sole, perché le temperature sono calde e gli insetti tendono a volare abbastanza presto. Nonostante fosse già piuttosto tardi mi stavo intrattenendo con una farfalla, facendo delle prove per studiare bene il parallelismo, ovvero il posizionarsi il più possibile paralleli al soggetto per ottenerne la massima porzione possibile a fuoco. La mia amica era già abbastanza reattiva e cominciava a muovere le antenne e le ali, quindi un po’ svogliatamente stavo per smontare tutto, quando un raggio di sole è filtrato dal tronco davanti al quale mi trovavo, illuminando debolmente le ali da dietro. Continua a leggere

Macro più spinta, tubi di prolunga e, direttamente da un’altra era, il soffietto

Diciamo la verità, quando si comincia ad avere un po’ di confidenza cona la foto macro, il desiderio di ingrandire tanto i nostri soggetti può prendere la mano. In realtà il nostro scopo non è quello di usare un microscopio per far diventare una mosca grande quanto un elefante, però vedere bene gli occhi composti e grandi come tutta la foto è un desiderio comprensibile 😉

Per superare il rapporto di riproduzione 1:1 del normale obiettivo macro, esistono varie soluzioni, di cui quella che io utilizzo di più è i “tubi di prolunga”. I tubi di prolunga sono dei semplici tubi che distanziano l’obiettivo dal piano del sensore e consentono di aumentare il rapporto di riproduzione. Personalmente ho acquistato i tubi Kenko DG per Nikon che sono ottimi e costano una cifra ragionevole e che, tra gli altri vantaggi, portano anche i contatti elettrici alla macchina, consentendo di usare agevolmente i suoi automatismi. L’ingrandimento che riesco a ottenere con tutti i 68mm dei tubi, misurato riproducendo un righello, è di 2.5:1 che non è affatto male e consente anche un minimo  di ambientazione della macro. Continua a leggere

Appunti di fotografia macro – parte I: le basi

La macrofotografia è un genere fotografico che si concentra sulla riproduzione di soggetti molto piccoli, tramite obiettivi e altri dispositivi che consentono un forte rapporto di ingrandimento. Si possono fotografare piante, fiori, insetti, piccoli animali, oggetti e molte altre cose, scoprendo spesso dei dettagli che a occhio nudo erano passati completamente inosservati. In questa serie di articoli racconterò la mia esperienza e le attrezzature che utilizzo, cercando di mostrare cosa significa realmente fare delle foto macro e come ci si può arrivare anche senza spendere un capitale, gli articoli sono divulgativi e senza alcuna pretesa di completezza e sono dedicati a tutti coloro che amano la fotografia ma che magari non si sono mai cimentati con il mondo delle cose piccole e vorrebbero farlo.

Per comprendere la fotografia macro facciamo una premessa necessaria che tocca argomenti complessi, che però secondo me si prestano ad essere spiegati facilmente… a voi il giudizio, dopo aver letto ovviamente 😉 Continua a leggere