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E’ questione di fortuna?

Dopo aver pubblicato questa foto ho ricevuto un paio di commenti che mi hanno fatto riflettere. Uno era del tipo “Ammazza che macchina fotografica che hai per fare foto come questa”, l’altro invece sul genere “Che fortuna, a me non capitano mai situazioni così”.

Entrambe queste osservazioni sono lontanissime dalla realtà e vorrei spendere due parole sull’argomento. Purtroppo in questa era iper connessa, in cui la tecnologia rende tutto più semplice, molte persone sono erroneamente indotte a pensare che tutto sia facile, che sia solo questione di avere gli attrezzi giusti e un po’ di c..o per ottenere qualunque cosa. Nella realtà invece di solito i risultati si ottengono perché si è fatto un duro lavoro prima, perché si è studiato un argomento, oppure perché si è praticato un certo sport, hobby o professione per lunghe e interminabili ore.

Tolti quindi i pochi casi in cui la fortuna è stata determinante, la maggior parte delle cose di qualità che vediamo sono sempre frutto di un impegno che molti non mettono, motivo per cui non ottengono risultati di quel livello. Ora nel caso specifico questa foto non è tecnicamente come avrei voluto, era ormai un pochino tardi, la luce non era proprio perfetta, l’angolo tra me e i cigni non era esattamente quello che avrei voluto, però questi sono fattori su cui io non avevo controllo. Sul fatto però di aver colto una bella immagine, il controllo c’entra eccome, e vi riassumo qui sotto il perché questa foto non è frutto del caso:

  1. Questo posto è un’area di passaggio di numerosi uccelli migratori e di pesca per uccelli stanziali, chi è della zona lo conosce bene e sa che di solito qualche situazione interessante può capitare.
  2. Appena arrivato ho fatto delle prove con gli uccelli già presenti, in particolare un airone bianco e uno cenerino, in modo da verificare le impostazioni della macchina fotografica per non bruciare le piume, perché il solo cominciava ad essere già un po’ forte. L’airone cenerino ha le piume scure, caso facile. L’airone bianco invece ha le piume bianche… caso più difficile per avere un’esposizione corretta.
  3. Avevo deciso in anticipo che volevo cogliere qualche scatto “dinamico”, per cui ho impostato la macchina a 1/2000s per sicurezza. Con uccelli “lenti” come gli aironi basta molto meno, ma qui può passare di tutto e quindi meglio essere preparati. Ho scelto di mettere il diaframma a f5.6, il minimo del mio obiettivo, per abbassare gli ISO al massimo e ho messo gli ISO in automatico, in modo da non dover controllare ogni 5 secondi, perché il sole andava e veniva dietro a delle nuvole. Inoltre, siccome le piume bianche tendono ad essere sempre sovraesposte, facendo le prove di cui sopra, ho scelto di sottoesporre di 2/3 di stop. Insomma per dire che la macchina fotografica era pronta per ogni evenienza dinamica.
  4. Ho costantemente monitorato con gli occhi un’area piuttosto ampia, per vedere in anticipo cosa sarebbe potuto succedere, anziché giocare con il cellulare, come ho visto fare a molti fotografi che si appostano qui. Talvolta è questione di secondi, mentre che appoggi il cellulare e riprendi la macchina fotografica tutto può essere già finito.
  5. Ho visto i due cigni arrivare nell’acqua e siccome già una volta li avevo visti volare da questo stagno, ho pensato che con un po’ di fortuna l’avrebbero rifatto e quindi li ho tenuti sempre d’occhio.
  6. Quando ho sentito soffiare per un istante ho capito che stavano per farlo, mi sono preparato e praticamente ho scattato tutta la sequenza, da quando corrono sull’acqua, al decollo e alle prime fasi del volo, di cui fa parte questa foto. Purtroppo erano un po’ lontani, quindi le foto iniziali non sono vicinissime, anche su questo non avevo controllo, perché la posizione è obbligata, non si può scendere nello stagno e andargli incontro, sul resto però avevo il controllo completo e infatti ho portato a casa almeno 20 foto buone.

La fortuna e la macchina fotografica sono utili ovviamente, ma senza tutto il resto non servono a niente. Se non avessi conosciuto il posto, conosciuto i cigni, saputo riconoscere i loro versi e le loro posture, se non avessi avuto la macchina già impostata per questo tipo di foto, non sarei riuscito a fare nemmeno uno scatto decente. Inoltre se non avessi passione per gli animali e la natura, forse sarei andato via molto prima, perché complessivamente ho aspettato due ore per questo momento, mentre molti altri che erano lì hanno desistito ben prima, perché c’era pochissima attività.

In definitiva amici, il segreto è che non c’è un segreto. Ci vuole passione per riuscire un pochino in qualcosa, ci vuole studio e sacrificio e man mano si riescono a fare cose migliori di quelle che si facevano prima.

Quattro anni fa quando ho iniziato non sarei mai stato in grado di fare una foto così. Oggi la guardo e la vorrei migliore, ma sono consapevole di aver fatto dei passi avanti e questo mi rende contento e mi spinge a fare meglio la prossima volta. Grazie a queste foto posso far conoscere la bellezza della natura a più persone, e magari dare un minuscolo contributo a preservarla, e questo è in assoluto il premio più grande.

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Tempo di bilanci alla fine del 2018

Cari amici, il 2018 ormai è praticamente finito e direi che posso tranquillamente affermare che non è stato un anno particolarmente tenero, come del resto succede un po’ a tutti gli anni di noi “vecchietti” 😉

Ho fatto comunque diverse esperienze, sono andato in posti remoti e ho portato a casa tante emozioni, consapevolezze, dubbi e una buona dose di fotografie, quindi direi che non mi posso proprio lamentare. Dopo quasi quattro anni ho finalmente fatto anche un upgrade del mio teleobiettivo, comprando il nuovo Nikon 500 PF f5.6, che si è rivelato, almeno finora, uno dei migliori acquisti che io abbia mai fatto.

Ho studiato molto per imparare nuove tecniche, sul campo e in post produzione e devo dire, se riguardo le mie foto dell’anno, che vedo un certo progresso e questo mi fa molto piacere e mi dà stimolo a proseguire su questa strada. Nel mio percorso ho incontrato parecchie persone, alcune delle quali sembravano essere “grandi amici”, poi svaniti nel nulla, ma ormai ci ho fatto l’abitudine e non perdo nemmeno più tempo a cercare di capire il perché, io continuo a restare onesto e a guardarmi allo specchio senza grandi drammi… loro chissà.

Spero di poter continuare a evolvermi nel 2019, e di realizzare piccoli progetti, tra cui una mostra delle mie foto e finalmente qualche viaggio in cui accompagnare altri appassionati alla scoperta delle meraviglie della natura, riusciranno i nostri eroi? Lo scopriremo presto 😉

Il mio amico Ignazio

Più lo vedo e più mi convinco che il Porciglione sia uno dei miei pennuti preferiti. Timido e schivo, scappa al minimo rumore, ma ieri sono riuscito a rubare qualche foto prima che decidesse di volare via come una freccia. Mi piace molto il suo modo di camminare elegante e regale e lo sguardo sempre attento.

Purtroppo la luce era ancora poca e benché questa foto sia solamente a 1/500s è a 10.000 ISO, non ho nemmeno provato a prenderlo in volo, ma prima o poi ti catturerò anche lì caro Ignazio… ah sì, non lo avevo detto, ma secondo me si chiama proprio così 😉

Nikon 500 pf, i test continuano

Ieri mattina mi sono concesso una giornata di fotografia naturalistica in Toscana, tra le oasi WWF di Orbetello e Burano, la pineta della Feniglia e la spiaggia di Alberese, e ho avuto modo di provare meglio il Nikon 500 PF.

Non c’era una varietà grandissima di soggetti, però nel complesso qualche buona immagine è venuta fuori. Posso confermare le mie prime impressioni, sulla nitidezza notevole dell’obiettivo che ho usato sempre a tutta apertura, senza mai preoccuparmi di dover chiudere per recuperare dettaglio, come ero spesso costretto a fare con il 200-500, così come posso confermare che l’autofocus è infinitamente più veloce, consentendomi anche di sperimentare di più con gli uccelli in volo, settore nel quale però ho bisogna di molta più pratica, ho fatto un po’ di esperimenti con le ghiandaie, ma senza grandi successi, per cui si replicherà a breve 🙂

Questa volpe invece l’ho incontrata mentre andavo via, un incontro fugace di un minuto o poco più, la posizione era obbligata e l’inquadratura pure, ma con due occhi così credo che non ci siano scuse che tengano, è una foto che appenderò presto al muro.

Per gli amanti dei dettagli fotografici, la foto è scattata con Nikon D850 + Nikon 500 Pf. ISO 5000, f5.6, 1/500s. Ho cominciato da 1/500s che è il tempo di sicurezza a cui sono quasi sicuro di avere un’immagine non mossa, persino con i 46 megapixel della D850, avrei voluto provare ad abbassare ancora la velocità per avere ISO più bassi, ma purtroppo la mia amica volpe aveva un invito a cena e non ha collaborato con i miei buoni propositi 😉

Sincronie

Finalmente con il mio nuovo obiettivo (Nikon AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR), che ha un autofocus degno di questo nome, sono riuscito a immortalare i miei amici piovanelli in volo. Questi uccellini hanno la caratteristica di volare insieme veloci come il vento, a pelo d’acqua, per poi posarsi e cercare il cibo ed è uno spettacolo vederli in azione.

La luce non era proprio delle migliori, il cielo era coperto e c’era un’atmosfera piuttosto cupa, con sprazzi di luce che filtravano ogni tanto dalle nuvole, nel complesso però, come primo tentativo, non mi dispiace. La foto è tagliata e raddrizzata rispetto all’originale, perché l’ho scattata da seduto, mettendomi praticamente in diagonale, i piovanelli erano vicino a me, ma il rumore di una macchina li ha fatti scappare in blocco e questo è il momento in cui si fermano di nuovo, un po’ più distante dalla strada.

Voletti di novembre

Una mattina di sabato, è Novembre ma potrebbe essere tranquillamente una giornata primaverile. I pensieri sono tanti, bisogna decidere dove andare a parare nel futuro, in un mondo sempre più incerto e sempre più complicato.

Dopo un po’ però l’attenzione per la natura spazza via le preoccupazioni e lascia spazio a una concentrazione rilassata, una specie di meditazione ad occhi aperti.

Ci sono pochi amici pennuti oggi, ma abbastanza per aspettare un po’ d’azione. Un airone cenerino, un airone bianco maggiore, una decina di spatole, un paio di garzette e tante folaghe, condividono uno spazio piuttosto piccolo, senza chiasso e senza litigi.

Qui il nostro amico airone nella fase finale di atterraggio, dopo aver fatto un giro di perlustrazione per capire se ci fossero zone di pesca migliori 😉

Life ain’t easy

Mi piace l’idea di fare delle belle foto, è sicuramente un piacere estetico, un po’ come quello che si prova facendo un bel disegno o dipingendo un quadro che ci entusiasma.

Ma la foto senz’anima non fa per me. Un’immagine bella, ma fine a se stessa, è un’occasione sprecata. Sento spesso molti colleghi fotografi parlare dell’ultima specie che hanno immortalato, li sento desiderare a tutti i costi la foto dell’uccello che ancora manca alla loro collezione e li vedo rinunciare a fotografare una bella situazione, magari solo perché il protagonista è un piccolo pettirosso.

A me invece piace fotografare quello che mi suscita emozioni, che mi fa sorridere, piangere o che mi fa pensare. La vita non è semplice, né la nostra, né quella degli animali che fotografo. La natura è spietata, persino con un animale che da grande peserà 300 Kg e sarà alto oltre due metri, dovrà imparare a lottare per procurarsi il cibo, a sfuggire ad altri orsi, ad evitare l’uomo e affrontare innumerevoli ostacoli lungo il suo cammino e questo orsetto, che cammina pensieroso lungo il bordo del fiume, sembra averlo già intuito, almeno a giudicare dal suo volto malinconico.

Ogni volta che guardo questa foto provo una sensazione di tenerezza infinita e un vuoto nello stomaco… e ricordo a me stesso perché faccio tanta fatica per inseguire foto come questa, passando decine di ore in aereo, prendendo ogni tipo di mezzo, al freddo e sotto la pioggia e rinunciando a tante cose, pur di racimolare i soldi per potermi permettere di essere lì.

Mi vuoi tutto ciccia e brufoli?

Nooo, per carità il bis proprio non ce la faccio, ho già mangiato un kg di sardine… mi vuoi fare diventare tutto ciccia e brufoli? Questa è la didascalia che mi è venuta in mente per questa foto, nella quale il mio amico “Sea Otter” (Lonta di mare), dà spettacolo con la sua irresistibile espressione.

Ho visto tanti animali in British Columbia, ma penso lui detenga decisamente il primato del più tenero in assoluto. Pur essendo dotato di una spessa pelliccia, per mantenere meglio il calore corporeo, questa specie è solita aggrapparsi alle alghe e tirare fuori dall’acqua mani e piedi, quando poi si aggiunge lo sguardo curioso verso le barche che passano, la combinazione è esplosiva 🙂

Amici pennuti e citazioni

Una serata triste, nella quale abbiamo fatto il possibile per far salvare un cane ferito in mezzo alla strada, ma siamo stati sono ripagati dalla solita totale inefficienza del 112 e di quelli che dovrebbero fare il loro lavoro ma non lo fanno, come per esempio i veterinari reperibili che spengono il telefono.

Per allontanare il triste pensiero che l’umanità è davvero la piaga del mondo, vi lascio con questa foto scattata ieri al lago di Fogliano, e con questa citazione che mi piaceva molto.

Il cielo era così infinito che a guardarlo fisso dava le vertigini
(Haruki Murakami)

La caccia non è uno sport…

Sarà che ogni anno in questo periodo vedo sento sempre lo stesso insopportabile rumore dei fucili che sparano… ma la caccia non è uno sport. Uno sport provoca piacere a se stessi, ma non danneggia gli altri. La caccia è solo un’attività praticata da gente senza coraggio che si nasconde dietro a un fucile.