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La concentrazione assoluta…

Il martino “in caccia” mi fa sempre pensare alla concentrazione assoluta, all’essere “qui e ora” che per tanti di noi è così difficile da raggiungere, sempre distratti da milioni di stimoli esterni e dai nostri stessi pensieri che sembrano non fermarsi mai. Il piccolo amico non lo sa… ma potrebbe aprire una bella scuola di meditazione e fare un sacco di soldi 😏

Per chi mi chiede sempre dettagli fotografici, la foto è stata scattata dal capanno 0 dell’oasi WWF di Alviano, da una distanza di 4/5 metri più o meno, con la Z7 in modalità silenziosa e quindi in totale assenza di disturbo per il martino.

La foto è a 1/125s che non è proprio un tempo da “foto naturalistica”, ma è una tecnica che ho descritto spesso nei miei video, quella di fare prima foto di sicurezza a tempi maggiori e poi scendere sempre di più con il tempo in modo da ridurre al massimo gli ISO, 560 in questo caso. Se l’animale è sufficientemente fermo e se si fanno piccole raffiche sicuramente una buona percentuale sarà a fuoco lo stesso, specialmente se si utilizza una macchina con IBIS e/o un obiettivo stabilizzato. In questo caso ovviamente aiuta ancora di più l’aver appoggiato l’obiettivo sul bordo della feritoia del capanno.

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Cosa farò da grande…

Stamattina mi sono svegliato un po’ stanco e anche pensieroso. Durante la settimana il tempo per riflettere è sempre poco, ma basta un po’ d’ozio in più per far riemergere le mie domande esistenziali, perché anche se ormai sono decisamente attempato io continuo sempre a chiedermi dove sto andando e cosa farò da grande 😏

Mentre ero intento a meditare sui massimi sistemi le mie orecchie hanno captato dei suoni che ormai mi sono familiari, ho preso la macchina fotografica che è sempre vicino alla scrivania, ho messo impostazioni adeguate all’ora e alla situazione di ombra che c’è la mattina sul famoso albero di fichi che si trova davanti alla mia finestra, ho impostato lo scatto silenzioso e ho guardato con discrezione fuori, rendendomi conto che ci sono nuovi fichi maturi e quindi nuovi piccoli amici che arrivano a farmi visita.

Vi potrei dire che ho scattato un’unica foto che è quella che vedete qui… ma non è vero. Ne ho scattate almeno cinquanta, cercando il giusto equilibrio tra la posizione e la luce e cercando di districarmi nel groviglio di rami dentro ai quali spesso si fermano a mangiare. E questa è una metafora interessante di come funziona la nostra vita. Per riuscire spesso ci servono tanti tentativi, la capacità di non abbandonare prima di raggiungere l’obiettivo, magari di saper sopportare anche un piccolo dolore per poter raggiungere un traguardo superiore. Ma poi il risultato può essere appagante e premiare la nostra persistenza e la nostra costanza. Non ho scoperto ancora cosa farò da grande, ma ho imparato a mettere nel cassetto tutte queste minuscole lezioni ed ho anche un po’ imparato ogni tanto a spegnere i pensieri e gustarmi bellezze come questa che fanno parte di questo mondo complicato almeno tanto quanto le difficoltà e le tragedie sulle quali il bombardamento informativo che ci circonda ama tanto concentrarsi.

Nikon Z7 + AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR