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Il mio amico Ignazio

Più lo vedo e più mi convinco che il Porciglione sia uno dei miei pennuti preferiti. Timido e schivo, scappa al minimo rumore, ma ieri sono riuscito a rubare qualche foto prima che decidesse di volare via come una freccia. Mi piace molto il suo modo di camminare elegante e regale e lo sguardo sempre attento.

Purtroppo la luce era ancora poca e benché questa foto sia solamente a 1/500s è a 10.000 ISO, non ho nemmeno provato a prenderlo in volo, ma prima o poi ti catturerò anche lì caro Ignazio… ah sì, non lo avevo detto, ma secondo me si chiama proprio così 😉

Nikon 500 pf, i test continuano

Ieri mattina mi sono concesso una giornata di fotografia naturalistica in Toscana, tra le oasi WWF di Orbetello e Burano, la pineta della Feniglia e la spiaggia di Alberese, e ho avuto modo di provare meglio il Nikon 500 PF.

Non c’era una varietà grandissima di soggetti, però nel complesso qualche buona immagine è venuta fuori. Posso confermare le mie prime impressioni, sulla nitidezza notevole dell’obiettivo che ho usato sempre a tutta apertura, senza mai preoccuparmi di dover chiudere per recuperare dettaglio, come ero spesso costretto a fare con il 200-500, così come posso confermare che l’autofocus è infinitamente più veloce, consentendomi anche di sperimentare di più con gli uccelli in volo, settore nel quale però ho bisogna di molta più pratica, ho fatto un po’ di esperimenti con le ghiandaie, ma senza grandi successi, per cui si replicherà a breve 🙂

Questa volpe invece l’ho incontrata mentre andavo via, un incontro fugace di un minuto o poco più, la posizione era obbligata e l’inquadratura pure, ma con due occhi così credo che non ci siano scuse che tengano, è una foto che appenderò presto al muro.

Per gli amanti dei dettagli fotografici, la foto è scattata con Nikon D850 + Nikon 500 Pf. ISO 5000, f5.6, 1/500s. Ho cominciato da 1/500s che è il tempo di sicurezza a cui sono quasi sicuro di avere un’immagine non mossa, persino con i 46 megapixel della D850, avrei voluto provare ad abbassare ancora la velocità per avere ISO più bassi, ma purtroppo la mia amica volpe aveva un invito a cena e non ha collaborato con i miei buoni propositi 😉

Voletti di novembre

Una mattina di sabato, è Novembre ma potrebbe essere tranquillamente una giornata primaverile. I pensieri sono tanti, bisogna decidere dove andare a parare nel futuro, in un mondo sempre più incerto e sempre più complicato.

Dopo un po’ però l’attenzione per la natura spazza via le preoccupazioni e lascia spazio a una concentrazione rilassata, una specie di meditazione ad occhi aperti.

Ci sono pochi amici pennuti oggi, ma abbastanza per aspettare un po’ d’azione. Un airone cenerino, un airone bianco maggiore, una decina di spatole, un paio di garzette e tante folaghe, condividono uno spazio piuttosto piccolo, senza chiasso e senza litigi.

Qui il nostro amico airone nella fase finale di atterraggio, dopo aver fatto un giro di perlustrazione per capire se ci fossero zone di pesca migliori 😉

Life ain’t easy

Mi piace l’idea di fare delle belle foto, è sicuramente un piacere estetico, un po’ come quello che si prova facendo un bel disegno o dipingendo un quadro che ci entusiasma.

Ma la foto senz’anima non fa per me. Un’immagine bella, ma fine a se stessa, è un’occasione sprecata. Sento spesso molti colleghi fotografi parlare dell’ultima specie che hanno immortalato, li sento desiderare a tutti i costi la foto dell’uccello che ancora manca alla loro collezione e li vedo rinunciare a fotografare una bella situazione, magari solo perché il protagonista è un piccolo pettirosso.

A me invece piace fotografare quello che mi suscita emozioni, che mi fa sorridere, piangere o che mi fa pensare. La vita non è semplice, né la nostra, né quella degli animali che fotografo. La natura è spietata, persino con un animale che da grande peserà 300 Kg e sarà alto oltre due metri, dovrà imparare a lottare per procurarsi il cibo, a sfuggire ad altri orsi, ad evitare l’uomo e affrontare innumerevoli ostacoli lungo il suo cammino e questo orsetto, che cammina pensieroso lungo il bordo del fiume, sembra averlo già intuito, almeno a giudicare dal suo volto malinconico.

Ogni volta che guardo questa foto provo una sensazione di tenerezza infinita e un vuoto nello stomaco… e ricordo a me stesso perché faccio tanta fatica per inseguire foto come questa, passando decine di ore in aereo, prendendo ogni tipo di mezzo, al freddo e sotto la pioggia e rinunciando a tante cose, pur di racimolare i soldi per potermi permettere di essere lì.

Amici pennuti e citazioni

Una serata triste, nella quale abbiamo fatto il possibile per far salvare un cane ferito in mezzo alla strada, ma siamo stati sono ripagati dalla solita totale inefficienza del 112 e di quelli che dovrebbero fare il loro lavoro ma non lo fanno, come per esempio i veterinari reperibili che spengono il telefono.

Per allontanare il triste pensiero che l’umanità è davvero la piaga del mondo, vi lascio con questa foto scattata ieri al lago di Fogliano, e con questa citazione che mi piaceva molto.

Il cielo era così infinito che a guardarlo fisso dava le vertigini
(Haruki Murakami)

Ristabilire le giuste proporzioni

Se volete avere l’esperienza di assaporare la nostra piccolezza rispetto al resto dell’universo, vedere una balena che esce fuori dall’acqua a pochi metri dal proprio minuscolo gommone, è una di quelle cose che rendono l’idea.

Le megattere (humpback whales in Inglese) sono dei mammiferi fantastici. Sono dei giganti da oltre 15 metri, eppure eleganti come farfalle. Tra l’altro vengono chiamate “i guardiani del mare”, perché tendono a proteggere tutti i mammiferi in difficoltà in acqua, difendendoli a volte anche da attacchi di altri predatori come le orche.

C’è chi ritiene che sia una cosa che fanno per scoraggiare i predatori dall’attaccare nel futuro i loro piccoli, chi invece crede che lo facciano per empatia verso specie affini… a me piace molto di più questa seconda versione 😉

She’s got the power

Gli orsi sono uno degli animali che amo di più, sembrano apparentemente goffi e paciosi, ma in realtà nascondono un’agilità e una potenza straordinaria. Sono capaci di muoversi a velocità per noi impensabili e sono ottimi nuotatori.

Questa mamma grizzly ispeziona attentamente il terreno circostante, per assicurarsi che non ci siano pericoli per il suo piccolo, specialmente da altri maschi non correlati, tutto nel suo sguardo e nella sua postura comunica un’incredibile senso di magnificenza.

Bald Eagle: la regina dei cieli della British Columbia

Le “bald eagle” sono un uccello estremamente presente in British Columbia, e benché siano ben più difficili da fotografare di un piccione, diciamo che la loro diffusione è similare 😉

Ne ho qualche bella versione anche in volo, ma per cominciare, questa è una delle mie preferite tra quelle “statiche”, specialmente per la fatica che mi è costata.

Eravamo su una barchetta che loro chiamano “Zodiac”, che è praticamente un piccolo gommone, avevo la tuta flottante di salvataggio, che praticamente ti rende la versione in rosso dell’omino Michelin, faceva ovviamente un freddo cane, e sebbene la tuta sia caldissima, le mani e la faccia erano invece esposte al gelo. La barca si muoveva a destra e sinistra come durante una sessione intensiva di pizzica tarantina, e riuscire a mettere a fuoco l’aquila, brandendo l’obiettivo pesante, in piedi, cercando di non cadere in acqua e combattendo la costante sensazione di vomito non è stato proprio semplice… però il risultato finale non mi dispiace… come si dice “No pain, no gain…” 🙂

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Grizzly a pesca

Cari amici, ecco una delle foto preferite tratte dal mio ultimo viaggio in British Columbia, alla ricerca di orsi e balene.
Qualche amico mi ha chiesto con cosa è stata fatta la foto e se servono attrezzature super costose per fare foto del genere, così ne approfitto per dire il mio piccolo pensiero sull’argomento.
 
La foto è stata scattata con una Nikon D850, che effettivamente è una macchina costosa, ma con un obiettivo Nikon 200-500 che invece è considerato un obiettivo “consumer” e che ha costi infinitamente più bassi di un fisso di qualità che sfiora e a volte supera i 10.000 euro, contro i 1.500 del mio.
 
Con me c’erano molte persone che cercavano di fotografare l’orso con il cellulare (specialmente giapponesi per la verità) e ovviamente non è lo strumento migliore. Ma in queste situazioni qualunque reflex o mirrorless con un obiettivo da almeno 300/400 mm avrebbe dato un buon risultato, con una qualità finale della foto che ovviamente cambia con la qualità della macchina e dell’obiettivo.
 
Quindi la risposta è che non serve spendere 20.000 euro di attrezzature per fare le foto, certo se li si spende le foto saranno un pochino migliori, ma spesso il “migliore” si vede solo ingrandendole al 400% sul computer e quindi si può iniziare tranquillamente anche con cose molto modeste.
 
Quello che è necessario invece è fare dei sacrifici per poter essere nelle situazioni giuste. Questo orso si trova qui perché in British Columbia (Canada) ci sono i salmoni che risalgono i fiumi e quindi i nativi sanno che in questo periodo si possono trovare. La stagione quest’anno non è probabilmente delle migliori, per cui ne abbiamo visti relativamente pochi di orsi, ma comunque è stato necessario fare: 14 ore di volo per arrivare in Canada, 1000 Km in macchina per arrivare in una piccola città del nord, 25 minuti di Idrovolante per arrivare in questa località sperduta, un tragitto in barca per arrivare vicino al fiume e ore di paziente attesa per aspettare l’eventuale passaggio dell’orso.
 
In questo specifico caso di orso ne è venuto solo uno, e ha pescato una sola volta, per cui la capacità di cogliere il momento è decisiva e questo si acquisisce non comprando attrezzatura costosa, ma utilizzando la propria e conoscendola alla perfezione, per non perdere il momento. Nonché ovviamente capire in anticipo cosa sta per accadere, per esempio in questo caso conoscere la tecnica di pesca di un grizzly e sapere quando sta per fare quello che ha fatto qui.
 
Questa foto è scattata con la macchina su un monopiede, per cercare di poter abbassare il tempo di scatto al massimo, è a 1/640s perché meno di quello con i 46megapixel della D850 il micro mosso è quasi inevitabile, ed è scattata a f7.1, perché purtroppo il mio obiettivo non è un mostro di definizione e in questo modo si recupera un bel po’ di nitidezza, rispetto alla sua apertura massima di f5.6. Inoltre c’è una compensazione dell’esposizione di 1 stop, perché l’orso è scuro rispetto al resto del paesaggio. Il risultato è una foto a 1800 ISO, che per la D850 sono un valore piuttosto accettabile.
 
Il post-processamento è stato fatto con un passaggio in un software che si chiama DXO Photolab, per incrementare il microcontrasto ed eliminare il poco rumore, e il resto semplicemente in Lightroom, variando contrasto, luci, ombre e vari altri parametri per ricreare quello che più o meno vedeva l’occhio in quel momento, più un bel po’ di crop perché l’orso era ad almeno 30/40 metri di distanza, diciamo che più o meno con il crop effettuato è come se fosse stata scattata con un 800/900 mm equivalente. No Photoshop, no ritocchi di altro genere.
 
Ne ho anche di molto più vicine di foto, perché l’orso è passato sotto di noi, e si è fermato diverse volte anche a 10 metri, ma ovviamente non si può scegliere dove lui decide di cacciare, così mi accontento di aver conservato 11/12 megapixel di una foto che mi piace molto, e che posso stampare anche 50×70 con questa risoluzione, senza problemi.
 
Se avessi avuto un obiettivo da 800mm da 15.000 euro sarebbe venuta meglio? Sicuramente sì, il microcontrasto sarebbe stato fantastico, non averei avuto bisogno di togliere il rumore perché a f5.6 sarebbe stata nitidissima e magari sarebbe venuta a 800 ISO, e magari avrei conservato 25/30 megapixel, anziché 12… in compenso però avrei dovuto portare 5/6 Kg di obiettivo invece di 2.3 e spendere 15.000 euro invece di 1.500… mi piacerebbe comprarlo comunque se potessi? Sì, magari non 800mm, ma un 500 fisso o magari lo strepitoso 180-400 con moltiplicatore incorporato, che costa comunque appena 11.800 euro 😉
 
Ma il messaggio è che, al di là del fatto che noi fotografi amiamo comprare attrezzature, perché siamo bambini mai cresciuti, le foto si possono fare con le attrezzature più disparate, purché ci si alleni tanto per essere preparati, si conosca cosa fanno gli animali a cui ci si approccia e si abbia la volontà di fare sacrifici per arrivarci vicino.
 
All’altra obiezione che è costoso andare in Canada per cercare gli orsi, rispondo che è vero, e che io lo faccio sacrificando molte altre cose che non compro, ma che si può fare anche molto più vicino, per esempio in Abruzzo, in Slovenia, in Finlandia, dove magari non ci sono i salmoni, ma ci sono tante altre situazioni interessanti e addirittura ci sono capanni attrezzati da cui gli orsi si vedono anche a 10 metri… fermo restando tutti gli altri sacrifici di di cui sopra 😉